“Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori (cf. 1Pt 3,15-16)” è il tema della 59ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà nel 2025, e che “pone l’attenzione sul fatto che oggi troppo spesso la comunicazione è violenta, mirata a colpire e non a stabilire i presupposti per il dialogo”.
Il cardinale Zuppi ha fatto della speranza il "filo rosso" della sua introduzione al Consiglio permanente della Cei, in corso a aRoma fino al 25 settembre. Tra le proposte, la riforma della Cei e una "Camaldoli per l'Europa".
"La paura è ovunque. Si vive con l’ansia aspettando di vedere di minuto in minuto come la situazione si evolve e verso quale direzione sta andando. Le persone sono spaventate”. A raccontare lo stato d’animo della popolazione è padre Marwan Moawad, sacerdote maronita, parroco della chiesa di San Marone di Bouchrieh, un quartiere popolare che si trova a un paio di chilometri dalla zona del porto, a Nord di Beirut. Per tutta la giornata si sono susseguiti appelli e allarmi che hanno messo in agitazione l’intera popolazione. Centinaia le famiglie che stanno fuggendo dal Sud del Paese. È emergenza profughi. Nella parrocchia del sacerdote si distribuiscono aiuti alimentari e medicine mentre il ministro dell'Istruzione ha dato indicazioni a tutti i direttori delle scuole pubbliche di aprire gli edifici scolastici all'accoglienza dei rifugiati
“A causa di un lieve stato influenzale, e in via precauzionale visto il viaggio dei prossimi giorni, le udienze papali previste per la giornata odierna sono annullate”.
Non arrendersi al “falso realismo della guerra, con la sua logica inarrestabile” e immaginare invece la pace che, ha spiegato il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, alla liturgia celebrata ieri dall’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, nella chiesa di Saint Sulpice, con i partecipanti al convegno internazionale della Comunità di Sant’Egidio, significa “parlare, ascoltare, rispondere, dialogare senza confini con un impegno comune”.
“Parlare di pace, in questi tempi, può sembrare da sognatori. Per tanti popoli è tempo di guerra. Guerra che potrebbe allargarsi, mentre si parla dell’uso dell’arma atomica in Europa o altrove. Per decenni, la cultura della pace è stata un riferimento potente: ma come ha potuto volatilizzarsi?”.
Da fine giugno è operativa la sede del Centro unitario per la formazione missionaria, sezione di Missio, il cui compito specifico è di provvedere alla formazione dei missionari in partenza dal e in arrivo nel nostro Paese. Il nuovo domicilio ha sostituito il precedente, lo storico di via Bacilieri. Sabato 21 settembre l'inaugurazione con una giornata di festa, cultura e dibattiti. Don Testa (direttore), “pronti per continuare il servizio per la formazione missionaria”