“Dio non solo cammina con il suo popolo, ma anche nel suo popolo, nel senso che si identifica con gli uomini e le donne in cammino attraverso la storia – in particolare con gli ultimi, i poveri, gli emarginati –, come prolungando il mistero dell’Incarnazione”.
L'iniziativa del Cartello sociale al quale aderisce la diocesi. Tra i cittadini anche l'arcivescovo Damiano: " Vogliamo fare sentire la nostra voce non contro qualcuno, ma in favore dell'acqua, per una equa distribuzione"
“L’uomo non si può dare da se stesso questa guarigione, ha bisogno di essere guarito”, spiega al Sir il teologo che prenderà parte al Congresso eucaristico internazionale di Quito, a settembre: “Nell’affermazione di Matteo, ‘fraternità per guarire il mondo’, da cui è nato il documento base tradotto in diverse lingue e promulgato dalla Conferenza episcopale dell’Ecuador, è espressa questa necessità di riconoscersi malati. Se non si parte da questo e si parte dall’autosufficienza non arriveremo mai a una fraternità vera, capace di rispondere alle tante ferite che stiamo vivendo”
“Vi invito a pregare per il Sudan, dove la guerra che dura da oltre un anno non trova ancora una soluzione di pace. Tacciano le armi e, con l’impegno della Autorità locali e della Comunità internazionale, si porti aiuto alla popolazione e ai tanti sfollati; i rifugiati sudanesi possano trovare accoglienza e protezione nei Paesi confinanti”.
Noi Cristiani non ci dobbiamo mai dimenticare che abbiamo ancora un vero grande potere, il potere della Parola della Croce, che nella solennità del Corpus Domini si mostra come Corpo donato e amore fatto cibo. Una Parola potente capace di spezzare i cuori di pietra e di resuscitare i morti alla speranza. Dobbiamo soltanto trovare ogni anno il coraggio di uscire, ed essere per i nostri fratelli più ignari ed estraniati il segno di un popolo che crede all’amore, e lo fa circolare per le strade della loro (e della nostra) città
Se dovessi ricordare la prima parola che ho pensato nel 2014 quando sono salito per la prima volta sul treno bianco sicuramente mi verrebbe in mente panico. Perché, per un ragazzo di 28 anni, salire su quel treno e vedere tutte quelle persone con disabilità è destabilizzante. Dico questo perché siamo stati abituati, purtroppo, a considerare e trattare la disabilità ai margini, una cosa quasi da non considerare o trattare con pietà o abilismo. Invece, viaggiando su quei vagoni, mi sono reso conto che la realtà era quella che mi si presentava davanti. Una realtà che per tanto tempo non ho avuto modo di conoscere e che ora improvvisamente volevo fare mia. Nel panico quindi ho deciso di affidarmi a Maria, visto che proprio da Lei stavo andando.
Qualcuno, quando soffre, smette di pregare, qualcun altro comincia: c’è anche chi continua, ma non più come prima. Si prega per ottenere salvezza dai mali presenti oppure si prega per trovare un senso al dolore, ma alla fin fine si prega perché Dio è Dio, perché "il mio bene è stare vicino a Dio" (Sal 73,28). Preghiamo perché siamo amati e amiamo, anche quando non ne otteniamo un vantaggio concreto
“Apprezzamento e gratitudine” vengono espressi dal presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per la firma dei due bandi che disciplinano le procedure ordinarie per il reclutamento di insegnanti di religione cattolica (Irc) nella scuola dell’infanzia e primaria e nella scuola secondaria.