L’amore che reciprocamente si nutre gli uni per gli altri crea una rete concreta di solidarietà e spesso possono essere proprio i più piccoli con le loro parole e i loro atteggiamenti ad indicare una via di ravvedimento per i più grandi.
Siamo “nomadi di Dio” dice il Papa, “pellegrini alla ricerca della felicità, di “un significato e una direzione della nostra vita, di una motivazione per le attività”.
“È una sorta di porto dove attraccare, dove poter trovare ascolto e comprensione”. Così Papa Francesco nel suo discorso all’incontro con gli operatori della carità si è riferito all’inaugurazione della Casa della Misericordia, durante il suo viaggio apostolico in Mongolia.
“‘È bello per noi essere qui. Bellezza e verità del celebrare cristiano” è stato il tema al centro dell’appuntamento, che si è svolto a Chiavari dal 28 al 31 agosto. La prossima edizione sarà ospitata dall’arcidiocesi di Modena-Nonantola. Il presidente del Cal traccia per il Sir un bilancio dell’evento
Si è concluso il 43° viaggio apostolico internazionale del Papa, che ha avuto l’obiettivo di incoraggiare la piccola ma vivace comunità cattolica, ma anche un invito a trovare una via per un mondo senza conflitti. Il saluto “caloroso” al “nobile popolo cinese”
Un incontro all’insegna del dialogo e del rispetto reciproco, con lo sguardo rivolto verso il cielo, nella consapevolezza di rappresentare “un formidabile potenziale di bene a servizio della società”.
“La sete che ci abita e l’amore che ci disseta”. Papa Francesco si è soffermato su questi due aspetti, oggi, nell’omelia della messa presieduta alla “Steppe Arena” di Ulaanbaatar, nel suo penultimo giorno di viaggio apostolico in Mongolia.
Dopo la giornata di riposo ieri al suo arrivo a Ulaanbaatar, il 43° viaggio apostolico di Papa Francesco entra nel vivo con l’incontro con rappresentanti delle istituzioni e della società civile e il corpo diplomatico.