La Presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte alle necessità della popolazione colpita dall’ondata di maltempo che sta flagellando l’Emilia-Romagna.
“Gesù ha portato la nostra umanità, la nostra carne in cielo – è la prima volta – cioè l’ha portata in Dio. Quell’umanità, che aveva preso in terra, non è rimasta qui”.
In Emilia Romagna, nei paesi colpiti dai forti nubifragi e dalle frane dei giorni scorsi perdura una situazione difficile, soprattutto per chi ha visto le proprie abitazioni o attività lavorative sommerse dal fango e ha perso tutto. Anche se la situazione meteo sembra migliorare, restano parti di città e molte case allagate.
Il Magistero della Chiesa è l'autorità e il compito di insegnare, di interpretare e di diffondere la fede cristiana della Chiesa Cattolica, guidata dal Papa e dai Vescovi.
“Hiroshima, come ‘simbolo della memoria’, proclama con forza l’inadeguatezza delle armi nucleari per rispondere in modo efficace alle grandi minacce odierne alla pace e per garantire la sicurezza nazionale e internazionale”.
Storie come quelle di Arnaldo Canepa fecondano la Storia dell’umanità, seminandola di una fede credibile e irrigandola con una profonda passione per l’uomo. In quasi 80 anni ha illuminato tante generazioni di catechisti di oratorio, spingendole a vivere, con la medesima passione, le povertà, le debolezze, le fragilità dei giovani che sono le stesse ma diverse di quelle incontrate da Canepa; ad avere tanta misericordia per i ragazzi, così da cambiare la loro vita e preparare un futuro diverso per tutti
“Grande gioia fra i catechisti e i soci del Centro oratori romani per l’autorizzazione concessa dal Santo Padre Francesco alla promulgazione del Decreto, ad opera del Dicastero per le Cause dei santi, sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio di Arnaldo Canepa. Il fondatore del Cor diviene così Venerabile”.
Parlate con il cuore. Questa volta il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali è quasi un appello. Accorato; detto cioè anch’esso con il cuore, come suggerisce l’etimologia della parola. Detto con realismo, senza nascondere il dolore, lo struggimento che comporta il parlare con il cuore, il caricare su se stessi il dramma dell’isolamento, della incomunicabilità del nostro e di tutti i tempi figli del consumarsi del tradimento dell’uomo verso Dio
Il direttore del quotidiano di ispirazione cattolica al Sir: “Dal Papa l’invito a parlare cordialmente, cioè pulire il nostro sguardo e il nostro ascolto per rendere quello che diciamo e raccontiamo capace di arrivare al cuore dell’altro e favorire l’incontro”