Continua dalle prime ore di questa mattina l’omaggio di pellegrini e fedeli da tutto il mondo alle spoglie del Papa emerito Benedetto XVI, collocate ancora oggi al centro dell’Altare della Confessione, nella basilica vaticana, prima dei funerali che Papa Francesco presiederà domani, alle 9.30, sul sagrato.
Papa Francesco ha cominciata con un omaggio a Benedetto XVI e terminata con un ennesimo appello a perseverare nella preghiera per il martoriato popolo ucraino, "invocando la pace", l'ultima catechesi sul discernimento
Tra i doni ricevuti da Dio vi è l’amicizia di un giovane teologo tedesco formatosi a Monaco che ha scelto di vivere in disparte dopo essere stato il successore degli apostoli sulla cattedra di Pietro. Non è l’amicizia di due compagni della stessa età o generazione né una semplice coincidenza di tempo o di luogo. Joseph Ratzinger mi precede per età (è nato nel 1927 e io nel 1934). Origine, contesto culturale e nazionale, formazione: non vi è nulla di simile tra noi. Il punto di partenza e la radice della nostra amicizia di lunga data sta nell’aver vissuto insieme un momento critico per la Chiesa, la teologia e lo stesso cristianesimo nel decennio successivo al Concilio.
La morte di Benedetto XVI ha per la Germania e per la Baviera in particolare, una speciale intensità. Nato in un piccolo paesino, Marktl am Inn, Joseph Ratzinger crebbe, studiò, divenne sacerdote e fine teologo, poi arcivescovo e cardinale muovendosi all’interno dei confini della Repubblica federale di Germania. Poi nel 1982 si trasferì a Roma, nominato da Giovanni Paolo II Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. In Germania i giornali si sono accesi nel dibattito sulla sua eredità, raccontando soprattutto luci e ombre di un pontificato complesso. Noi abbiamo rivolto alcune domande a una voce tedesca distante da questo approccio, la professoressa Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, emerita di filosofia della religione e scienza comparata delle religioni presso la Technische Universität di Dresda
“Ieri ho avuto la possibilità di andare a rendere omaggio a Papa Benedetto nella basilica di San Pietro. Che il Signore possa ascoltare la preghiera di pace che sale dal popolo ucraino, per intercessione ora di papa Benedetto”.
Ci saranno anche i vescovi ucraini ai funerali di Papa Benedetto XVI. Per la Chiesa cattolica latina, ci sono l’arcivescovo metropolita di Leopoli mons. Mieczyslaw Mokrzycki, che è stato segretario di papa Benedetto nei primi due anni di pontificato, e mons. Jan Sobilo, vescovo ausiliare della diocesi di Kharkiv-Zaporizh.
Mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, ricorda al Sir il rapporto tra Benedetto XVI e i giovani. Dal 2007 al 2012, mons. Anselmi è stato il responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, lavorando tra le altre cose all’organizzazione della ‘spedizione dei giovani italiani’ alle Gmg di Sydney (2008) e di Madrid (2011)
Durante la visita, martedì 3 gennaio, l’arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, insieme al direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha incontrato la comunità di Casamicciola. A causa della frana sono morte 12 persone e centinaia sono gli sfollati. “Mons. Baturi ha voluto ascoltare ognuna delle persone che ha incontrato”, racconta al Sir il parroco
Per volere dello stesso Papa emerito Benedetto XVI, saranno due le delegazioni ufficiali presenti ai funerali che saranno presieduti da Papa Francesco giovedì prossimo, 5 gennaio, alle 9:30 sul sagrato della basilica di San Pietro.