Lavorare per la vita. L’opera del Cottolengo a 180 dalla morte del suo fondatore

“Adoperarsi instancabilmente a servire la vita”. La missione della Piccola Casa della Divina Provvidenza, a 180 anni dalla morte del suo fondatore, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, non è cambiata ma, se possibile, si è ampliata. Oltre alle attività consuete e dopo la pandemia di Covid-19, adesso il Cottolengo accoglie anche i profughi dall’Ucraina. E la solennità del Santo, celebrata a Torino il 30 aprile scorso con il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin, è stata l’occasione per un riesame di tutto ciò che l’opera del Cottolengo ha portato fino ad oggi.

Francesco D’Agostino: Gambino, “molto rispettoso dell’idea altrui, non si è mai sottratto al confronto”. “Gratitudine per il suo apporto”

“Con la scomparsa di Francesco D’Agostino si verifica una perdita importante per la cultura cattolica italiana e, in particolare, per quella che ha sempre fatto leva sull’approfondimento scientifico e allo stesso tempo sulla ricerca del dialogo anche con la cultura laica per trovare punti di mediazione su temi delicati quali quelli eticamente sensibili”. 

La Sindone e la sua immagine

Nel 1506 Papa Giulio II approvava la Messa e l’Ufficio della Sindone fissandone la festa il 4 maggio. Veniva così riconosciuto il ruolo che la Sindone con la sua immagine può rivestire dal punto di vista pastorale, catechetico e spirituale. L'autorizzazione al culto non è una dichiarazione di "autenticità", nel senso che siamo stati abituati a dare oggi a questo termine. La questione dell'origine della Sindone esercita un peso sulla possibilità della sua fruizione, sia essa ecclesiale o più universalmente spirituale