“Ti voglio ringraziare per la tua bontà d’animo, la tua capacità di accettare complimenti e critiche, la tua dolcezza nell’esercizio del ministero sacerdotale”.
Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Città di Castello, presentata da mons. Domenico Cancian, e ha nominato vescovo di Città di Castello mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, unendo le due Sedi “in persona Episcopi”. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede.
“Vengo tra voi consapevole della testimonianza di fede che mi è richiesta e nell’adesione piena alla volontà di Dio espressami da Papa Francesco cui, come Maria, ho risposto con il mio sì”.
Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Lamezia Terme mons. Serafino Parisi, del clero di Crotone-Santa Severina, parroco e direttore della Scuola Biblica Diocesana.
“Adoperarsi instancabilmente a servire la vita”. La missione della Piccola Casa della Divina Provvidenza, a 180 anni dalla morte del suo fondatore, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, non è cambiata ma, se possibile, si è ampliata. Oltre alle attività consuete e dopo la pandemia di Covid-19, adesso il Cottolengo accoglie anche i profughi dall’Ucraina. E la solennità del Santo, celebrata a Torino il 30 aprile scorso con il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin, è stata l’occasione per un riesame di tutto ciò che l’opera del Cottolengo ha portato fino ad oggi.
“Con la scomparsa di Francesco D’Agostino si verifica una perdita importante per la cultura cattolica italiana e, in particolare, per quella che ha sempre fatto leva sull’approfondimento scientifico e allo stesso tempo sulla ricerca del dialogo anche con la cultura laica per trovare punti di mediazione su temi delicati quali quelli eticamente sensibili”.
Il Pontefice ha continuato il ciclo di catechesi sulla vecchiaia, soffermandosi sul personaggio biblico di Eleazaro, che sceglie il martirio pur di non dare una "testimonianza di fede annacquata" ai giovani
Nel 1506 Papa Giulio II approvava la Messa e l’Ufficio della Sindone fissandone la festa il 4 maggio. Veniva così riconosciuto il ruolo che la Sindone con la sua immagine può rivestire dal punto di vista pastorale, catechetico e spirituale. L'autorizzazione al culto non è una dichiarazione di "autenticità", nel senso che siamo stati abituati a dare oggi a questo termine. La questione dell'origine della Sindone esercita un peso sulla possibilità della sua fruizione, sia essa ecclesiale o più universalmente spirituale