Si tratta di un testo che ha al centro la fiducia in Dio, il nostro abbandonarci alla sua volontà e alla sua giustizia, ricordandoci che la sua giustizia non è quella degli uomini.
“Gesù non solo implora il perdono, ma dice anche il motivo: perdonali perché non sanno quello che fanno. Ma come? I suoi crocifissori avevano premeditato la sua uccisione, organizzato la sua cattura, i processi, e ora sono sul Calvario per assistere alla sua fine. Eppure Cristo giustifica quei violenti perché non sanno. Ecco come si comporta Gesù con noi: si fa nostro avvocato. Non si mette contro di noi, ma per noi contro il nostro peccato”.
Sono oltre 53 mila gli iscritti al pellegrinaggio degli adolescenti che, il 18 aprile, incontreranno Papa Francesco in piazza San Pietro. #Seguimi è il tema dell'incontro, il primo del Papa in Vaticano con i ragazzi italiani dopo la lunga sosta dovuta alla pandemia. Ne abbiamo parlato con don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg)
La liturgia permea la vita, la vita accende la liturgia dei colori dei sapori, dei profumi e delle fatiche, delle drammatiche tonalità di questo nostro oggi - di guerra e d’anelito alla Pace
Un nuovo santo e due nuovi beati. Durante l’udienza concessa al card. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, Papa Francesco ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i decreti riguardanti il miracolo attribuito all’intercessione del beato Artemide Zatti, laico professo della Società di San Francesco di Sales; nato il 12 ottobre 1880 a Boretto (Italia) e morto il 15 marzo 1951 a Viedma (Argentina) e anche il martirio dei Servi di Dio Giuseppe Bernardi e Mario Ghibaudo, sacerdoti diocesani; uccisi in odio alla fede il 19 settembre 1943 a Boves (Italia) dai soldati nazisti.
Ospitati nelle stesse case che li videro un tempo sfollati a causa del terremoto. L’Aquila, che proprio ieri, ha commemorato il 13° anniversario del sisma del 2009, ha aperto le sue braccia per accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra.
Viaggio del cardinale Jean-Claude Hollerich SJ, presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea (Comece) e del Rev. Christian Krieger, presidente della Conferenza delle Chiese Europee (Cec) al confine tra Polonia e Ucraina, sul valico di frontiera Dorohusk-Yahodyn.
“Ringrazio il Signore per avermi concesso di tagliare questo traguardo, circondato dall’amore di tutte quelle persone che Egli ha voluto mettere sulla mia strada. In questi anni ho sperimentato la bellezza dell’incontro e del camminare insieme. Anche se a volte non sono mancate le fatiche, ho sempre cercato di incarnare la tenerezza e di vivere il mio servizio – da sacerdote, da rettore del Seminario, da vescovo e poi da presidente della Cei – come un dono. Sull’esempio dei preti delle povere contrade dell’Appennino tosco-emiliano, sempre disponibili ad ascoltare e ad aiutare, che sono stati per me un grande esempio di fede e di abnegazione”.