“Siamo qui per implorare da Dio il dono della pace in Ucraina e per chiedergli di aiutare ogni uomo e donna di buona volontà ad essere artigiano di pace”.
“Il significato simbolico di questa consacrazione viene dal fatto che in questo momento c’è purtroppo un conflitto aperto in Ucraina e quello che si domanda innanzitutto è che si possa fermare il versamento di sangue, che è sempre sangue innocente, ed anche che si possa iniziare una pace duratura. Ora la pace duratura è proprio ciò che viene dal cuore immacolato di Maria e cioè da Cristo che è Principe della pace”.
“È un atto spirituale atteso da molto tempo dal popolo ucraino. I cattolici ucraini sin dall’inizio dell’aggressione russa nel 2014 chiedevano questo atto come urgente bisogno per evitare l’aggravamento della guerra e dei pericoli che pervenivano dalla Russia”.
"La nostra fantasia appare sempre più concentrata sulla rappresentazione di una catastrofe finale che ci estinguerà. Quello che succede con una eventuale guerra atomica”. Così il Papa, nell'udienza di oggi, in cui ha pregato per la pace in Ucraina prendendo in prestito le parole di mons. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli. Incontrando gli studenti dell'Istituto "La zolla" di Milano, Francesco ha pregato per i bambini e i ragazzi che in Ucraina vivono sotto le bombe, "vittime della superbia di noi adulti"
“Il Santo Padre ha ricevuto la lettera del sindaco della Capitale ucraina ed è vicino alle sofferenze della città, alla sua gente, a chi ne è dovuto fuggire e a chi è chiamato ad amministrarla”.
A Medjugorje, località bosniaca nota per le apparizioni mariane che alcuni veggenti affermano di avere dal 24 giugno del 1981, si prega per la pace in Ucraina. Negli abitanti del posto è ancora viva la memoria della guerra in Bosnia, scoppiata 30 anni fa. Intanto, in attesa del pieno ritorno dei pellegrini, dopo il Covid, sono arrivati 200 profughi ucraini. La testimonianza di mons. Aldo Cavalli, Visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje.
“Venerdì 25 marzo, durante la celebrazione della Penitenza nella basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria Russia e l’Ucraina”.
Una settimana fa sono arrivati a Medjugorje circa 200 profughi ucraini, tutte donne con figli tra 1 e 15 anni. I primi in tutta la Bosnia-Erzegovina. Altri ne arriveranno nelle prossime settimane. La città mariana ha aperto le sue porte e ha avviato un cammino di accoglienza materiale e spirituale. Domenica è stata una giornata di festa. Questo il racconto del Sir.