Migranti: card. Tagle, “nei confronti dei ‘forzati’ ci può essere un movimento missionario”

Come si vince la paura dei migranti? “Imparando a vedere nel migrante una persona”. Lo ha detto il card. Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e presidente di Caritas Internationalis, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa a chiusura della campagna di Caritas Internationalis “Share the journey – Condividiamo il viaggio”. 

Tre volumi per i novant’anni di don Antonino Denisi: prete e studioso. Un “erudito della vita vissuta”

Don Antonino Denisi ha “saputo fare il prete” ma “quando ha fatto ricerca è stato uno studioso rigoroso”. Così lo storico Andrea Riccardi presenta i tre volumi, editi da Laruffa, pubblicati da mons. Denisi e che raccolgono i suoi scritti prodotti in tanti anni, come storico della Chiesa reggina e studioso delle migrazioni dal sud Italia e da e per la Calabria. Scritti e relazioni pubblicati su saggi o su riviste e giornali ed ora raccolti in questa corposa pubblicazione: “L’archidiocesi di Reggio Calabria. Vescovi, clero, parrocchie”, “Emigrazione e immigrazione in Calabria. Storia, cultura, dimensioni del fenomeno” e “Santità, religiosità e pietà popolare nella Chiesa reggina”. Il sacerdote ha festeggiato recentemente i suoi primi 90 anni di vita. Un “erudito della vita vissuta” lo ha definito qualche giorno fa il giornalista Angelo Scelzo

Questione di volontà. L’elemento costitutivo del sacramento del matrimonio è l’amore e non l’innamoramento

E' importante che i giovani facciano un cammino di fidanzamento, un cammino di conoscenza e di consapevolezza.

Serge Razafinbony e Fara Andrianombonana (Coppia di fidanzati dal Madagascar): Parlando di matrimonio, Santità, c’è una parola che più d’ogni altra ci attrae e allo stesso tempo ci spaventa: il «per sempre»…Benedetto XVI: […] Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: «Sei innamorato?», ma «Vuoi», «Sei deciso». Cioè: l’innamoramento deve divenire vero amore coinvolgendo la volontà e la ragione in un cammino, che è quello del fidanzamento, di purificazione, di più grande profondità, così che realmente tutto l’uomo, con tutte le sue capacità, con il discernimento della ragione, la forza di volontà, dice: «Sì, questa è la mia vita». Io penso spesso alle nozze di Cana. Il primo vino è bellissimo: è l’innamoramento. Ma non dura fino alla fine: deve venire un secondo vino, cioè deve fermentare e crescere, maturare. Un amore definitivo che diventi realmente «secondo vino» è più bello, migliore del primo vino. E questo dobbiamo cercare. E qui è importante anche che l’io non sia isolato, l’io e il tu, ma che sia coinvolta anche la comunità della parrocchia, la Chiesa, gli amici.Benedetto XVI, Visita Pastorale all’Arcidiocesi di Milano in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, Festa delle Testimonianze, Bresso 2 giugno 2012

Papa Francesco: “la povertà non è un destino, è frutto dell’egoismo”

"Ci sono molte 'povertà' dei ricchi che potrebbero essere curate dalla 'ricchezza' dei poveri". Lo scrive il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri, in cui esorta a condividerne le sorti "senza deleghe" e chiede  di non considerarli "peso intollerabile". In tempo di Covid, i poveri sono aumentati "a dismisura" e i Governi e le istituzioni devono "combattere il virus a livello mondiale, senza interessi di parte"

Ricostruire l’umano guardando al Cuore immacolato di Maria

Come ha più volte ricordato Papa Francesco, dalla pandemia si esce o migliori o peggiori. Guardare al Cuore immacolato di Maria, allora, significa guardare ad un’esperienza di vita e di fede in grado di suscitare la scelta di essere migliori e il cammino che ne deriva. Un’esperienza viva e vivente, non un puro “concentrato di ricordi”, la “fotografia commemorativa” di chi non c’è più: quando si parla di cuore, si parla infatti di vivi e non di morti. Dire “cuore immacolato di Maria” equivale allora a dire la persona vivente della Madre di Gesù, che lo Spirito Santo offre ai credenti come esempio materno di una vita totalmente riuscita e realizzata, immacolata perché piena di Dio e della sua opera di “ricostruzione dell’umano” realizzata in Cristo e da Cristo