“Considerate che esercitando il ministero della sacra dottrina sarete partecipi della missione di Cristo, l’unico maestro. Sarete come lui pastori, questo è quello che vuole di voi. Pastori. Pastori del santo popolo fedele di Dio. Pastori che vanno con il popolo di Dio: a volte davanti al gregge, a volte in mezzo o dietro, ma sempre lì, con il popolo di Dio”.
“In occasione della diciassettesima Assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana, il Santo Padre Francesco è lieto di inviare il suo cordiale saluto ai delegati e assistenti regionali e diocesani che vi prenderanno parte da remoto”.
“Ci auguriamo buona Assemblea, e buona Festa della Liberazione”. Matteo Truffelli, presidente dell’Azione cattolica italiana, ha aperto l’Assemblea nazionale associativa con un messaggio di saluto agli 800 delegati e ai 270mila soci che, grazie allo streaming, possono seguine i lavori.
“Rivolgo un caloroso saluto a tutti i partecipanti alla XVII Assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana, dal titolo ‘Ho un popolo numeroso in questa città’, quale significativo momento di incontro dei componenti della vostra realtà associativa che, accanto alla propria finalità religiosa, è costantemente protesa alla affermazione di principi di solidarietà e di dignità della persona”.
“Il Vangelo ci dona la consolazione del pensare che i figli e le figlie del popolo armeno, vittime del tentativo di sterminio di 106 anni fa, sono amici di Dio configurati all’esistenza stessa di Gesù. La vita dei nostri fratelli e sorelle è stata come quella di Gesù, chicco di grano caduto in terra che morendo ha dato vita al mondo intero salvandolo”.
L'associazione laicale si ritrova in Assemblea dal 25 aprile al 2 maggio. 800 delegati, connessi online, per 270mila soci. “Ho un popolo numeroso in questa città” il tema al centro dei lavori. Il 30 aprile incontro con Papa Francesco. Il presidente nazionale, Matteo Truffelli, fa il punto sull'Ac, che descrive come vitale e radicata nelle comunità parrocchiali e diocesane. Quindi, senza tacere limite o fatiche, ne delinea possibili percorsi che guardano al futuro. "Più volte - confida al Sir - ho detto agli amici dell’associazione che il nostro compito, in questa stagione, è quello di contribuire a edificare la Chiesa dell’Evangelii gaudium"