Sono passati poco più di tre mesi dal sisma che il 29 dicembre scorso ha colpito la Croazia. Il Sir ha intervistato mons. Vlado Košić, vescovo della diocesi di Sisak, nel cui territorio insiste la gran parte del cratere sismico, per capire come la popolazione sta reagendo al terremoto e soprattutto come si appresta a vivere la Pasqua. Sono migliaia gli sfollati che vivono in alloggi provvisori e decine le chiese inagibili e ridotte in macerie.
“Pronti a collaborare come sempre”. Così padre Virginio Bebber, presidente dell’Aris(Associazione religiosa istituti sociosanitari), commenta al Sir l’ipotesi di coinvolgere le strutture sanitarie gestite da enti e congregazioni religiose nella grande campagna vaccinale anti-Covid.
“Se guardiamo all’ambito del lavoro, dobbiamo ammettere che in esso si trovano ancora, purtroppo, tante forme di sfruttamento e di ingiustizia. Per questo c’è davvero bisogno del vostro contributo fattivo”.
La Domenica delle Palme o della Passione del Signore segna l’inizio della Settimana Santa, chiamata secondo la tradizione cristiana, la “grande Settimana”. In questi giorni la Chiesa ricorda gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e celebra i misteri più significativi della Redenzione. Il Vangelo si concentra sulla narrazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato come un re.
Accompagnando festanti con fede e devozione il Salvatore nel suo ingresso nella Città Santa i cristiani chiedono in questa liturgia la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua Risurrezione ed essere così liberati dalla schiavitù della morte. Anche quest’anno siamo chiamati a vivere questa festa senza la sua naturale processione festante, da una parte potremmo definirla una domenica “senza” Palme, ma dall’altra rappresenta un tempo privilegiato in cui il messaggio del Signore non viene meno.
I tre libri suggeriti per il mese di marzo: Armando Matteo, “Io sono una missione”, Stephen Walford, “Papa Francesco, la Famiglia e il Divorzio”, Stefano Campanella, “La pandemia di Padre Pio discepolo dell’Addolorata”.
Riconoscere la dignità dei nostri figli vuol dire anche saperli donare al mondo.
L’accoglienza, l’amore, la stima, il servizio molteplice ed unitario – materiale, affettivo, educativo, spirituale – per ogni bambino che viene in questo mondo dovranno costituire sempre una nota distintiva irrinunciabile dei cristiani, in particolare delle famiglie cristiane: così i bambini, mentre potranno crescere «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52), porteranno il loro prezioso contributo all’edificazione della comunità familiare e alla stessa santificazione dei genitori.
Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, n.26, 22 novembre 1981
Un anno dopo, il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, con la Lev, pubblica un volume di testi, immagini e video per ricordare la storica Statio Orbis del 27 marzo scorso, in cui Papa Francesco ha affidato a Maria il mondo flagellato dalla pandemia