“Nulla sarà come prima”. È la constatazione che fa da sfondo al messaggio dei vescovi italiani per la festa del Primo maggio, sul tema: “Il lavoro in un’economia solidale”.
“I cristiani si preparano a commemorare la passione e morte di Cristo, a celebrare la sua risurrezione nella gloria in un modo completamente nuovo. Questa Pasqua i credenti non avranno la possibilità di ritrovarsi per pregare e cantare, riunirsi per rimanere in silenzio di fronte a Dio, ascoltare la sua Parola, incontrarsi per condividere il pane e il calice”.
Il servizio Aiuto alla persona è composto da 20 operatori e 60 volontari attivi, ha in carico circa 200 persone divise tra anziani “domiciliare leggero”, con visite una o due volte a settimana, persone isolate socialmente legate al progetto “barbonismo domestico”, 50 persone Hiv positive con servizio assistenza domiciliare sanitaria e il progetto di “segretariato sociale”, attraverso il quale 30 famiglie ogni anno vengono seguite con orientamento territoriale e aiuto immediato con anche l’accesso all’emporio solidale. Nel periodo di emergenza sanitaria sono circa 80 le segnalazioni ricevute che comprendono le persone anziane che non possono uscire per fare la spesa o acquistare dei medicinali, famiglie che dall’oggi al domani si sono trovate in difficoltà a causa della mancanza di una entrata economica e altre situazioni di solitudine e difficoltà in generale
Stiamo tutti a casa, genitori e figlie, e... la anche la catechesi "si trasferisce", prendendo spunto dal linguaggio cinematografico. Questo il succo della proposta dell'Acec, associazione cattolica esercenti cinema, in collaborazione con l'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei
Un invito alla solidarietà, tramite un’offerta per l’emergenza sanitaria in atto. A chiederla a cardinali, arcivescovi, vescovi e prelati che compongono la Cappella Papale è il card. Konrad Krajewski, elemosiniere apostolico del Santo Padre.
Prosciolto oggi da ogni accusa e rimesso in libertà dopo 400 giorni di detenzione. È la sentenza choc emessa questa mattina dall'Alta corte, l'organo di giudizio finale in Australia, nei confronti del cardinale George Pell, condannato per pedofilia a 6 anni. “Mi sono sempre dichiarato innocente”, commenta il cardinale: “Tutto si è risolto oggi con la decisione unanime dell’Alta Corte”. Il presidente dei vescovi australiani assicura: la sentenza “non cambia il costante impegno della Chiesa volto ad assicurare la sicurezza dei bambini”. Ma l’arcivescovo di Sidney chiede “una più ampia riflessione sul nostro sistema di giustizia”