Terremoto in Marocco. I padri orionini da Rabat: “Chiediamo preghiere e vicinanza”

A parlare dalla capitale marocchina, a pochi giorni dal sisma di magnitudo 7 che si è abbattuto sulla zona centrale del Marocco guidato da re Mohammed VI, è père Riccardo Zagaria, missionario orionino. Il sacerdote era volato a Rabat dalla Costa D’Avorio, assieme a padre Claude Michel Goua e padre Anthime Kaboré, poiché avevano programmato in precedenza un viaggio a Casablanca dove stanno aprendo la prima missione di Don Orione per l’accoglienza dei migranti Subsahariani.

Incidente stradale a Cagliari: mons. Baturi, “crescente impegno di testimonianza e di sostegno per i nostri ragazzi”

“Una morte così improvvisa, e in giovane età, lascia tante ferite e altrettante domande alle quali è difficile, umanamente, attribuire risposte esaurienti e definitive. Allo sgomento del momento dobbiamo, quindi, opporre un crescente impegno di testimonianza e di sostegno per i nostri ragazzi nel condividere con loro il senso vero, bello e sacro della vita”.

50 anni fa il golpe che condannò Allende e consegnò il Paese a Pinochet

L’11 settembre 1973 fu l’ultimo giorno di vita di Salvador Allende, che aveva vinto le elezioni presidenziali nel 1970, diventando il primo socialista del continente a diventare presidente per via democratica, tramite libere elezioni, senza passare per una rivoluzione. E fu il primo giorno della brutale dittatura guidata dal generale Augusto Pinochet. Ricorda ogni attimo, di quel giorno di cinquant’anni fa Rodrigo Díaz, cileno che oggi vive a Mestre e da lungo tempo dirige il Festival del Cinema Ibero-latinoamericano di Trieste, e all’epoca era un giovane militante socialista, ammiratore del presidente cileno Salvador Allende, che aveva conosciuto personalmente in alcune riunioni politiche.