Terremoto in Turchia. Mons. Bizzeti (Anatolia): “Non dimenticateci, abbiamo bisogno di aiuti e ci vorranno anni per tornare alla normalità”

“Abbiamo bisogno di aiuti: ci vorranno mesi, anni, per tornare ad un minimo di normalità”. A parlare ad un mese dal terremoto dalla città di Iskenderun, dove la cattedrale si è completamente sbriciolata, è mons. Paolo Bizzeti, vicario apostolico dell’Anatolia e Presidente Caritas Turchia. “L’appello è a non dimenticarci, a programmare gli aiuti in modo intelligente e in base a dei progetti, attraverso i vari canali, in modo che unendo tutte le forze, governative e private, nazionali e internazionali, si possa sperare in una ricostruzione”

Terremoto in Turchia e Siria: Longo (Caritas), “è stato un mese difficile e duro ma sarà motore di cambiamento”. Il bilancio degli aiuti

“È stato un mese difficile e duro. Questa sofferenza e questa tragedia hanno toccato personalmente tutto il nostro personale. Alcuni di noi hanno perso le loro case, i loro amici, le loro chiese, altri dormono ancora nelle loro auto. Tuttavia, ogni giorno abbiamo continuiamo a trarre forza da questo dolore e ad usarlo come un motore di cambiamento. Un cambiamento in cui crediamo e che è alla base della missione della Caritas, per aiutare sempre gli ultimi e i dimenticati anche in questa tragedia”.

Eco-ansia: un nuovo tipo di inquietudine

La maturazione di una maggiore consapevolezza nei confronti della situazione ambientale e dell’emergenza climatica pare stia sollecitando fra le giovani generazioni l’insorgere di un nuovo tipo di inquietudine, l’“eco-ansia”. In realtà questo tipo di disagio non riguarda soltanto i ragazzi, colpisce anche gli adulti e si traduce spesso in una sorta di “paura cronica del destino ambientale”, i cui sintomi più diffusi sono rabbia, preoccupazione, sfiducia, stanchezza e senso di colpa.

Reddito di cittadinanza: numeri e problemi aperti

Con l’ultima legge di bilancio si è deciso che il Rdc sarà abrogato dal 1° gennaio 2024. Che cosa ci sarà dopo ancora non si sa. L’intento del governo è realizzare “un’organica riforma delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva”. Già nell’anno in corso, comunque, “ad eccezione dei nuclei familiari al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant'anni di età”, l’erogazione viene riconosciuta al massimo per 7 mensilità