“Abbiamo bisogno di aiuti: ci vorranno mesi, anni, per tornare ad un minimo di normalità”. A parlare ad un mese dal terremoto dalla città di Iskenderun, dove la cattedrale si è completamente sbriciolata, è mons. Paolo Bizzeti, vicario apostolico dell’Anatolia e Presidente Caritas Turchia. “L’appello è a non dimenticarci, a programmare gli aiuti in modo intelligente e in base a dei progetti, attraverso i vari canali, in modo che unendo tutte le forze, governative e private, nazionali e internazionali, si possa sperare in una ricostruzione”
Un mese dopo la scossa di terremoto che ha devastato ampie zone della Turchia e della Siria, il parroco latino di Aleppo, padre Bahjat Karakach, descrive le condizioni delle popolazioni colpite e parla di "paura e sconforto". L'impegno delle Chiese per la ricostruzione
“È stato un mese difficile e duro. Questa sofferenza e questa tragedia hanno toccato personalmente tutto il nostro personale. Alcuni di noi hanno perso le loro case, i loro amici, le loro chiese, altri dormono ancora nelle loro auto. Tuttavia, ogni giorno abbiamo continuiamo a trarre forza da questo dolore e ad usarlo come un motore di cambiamento. Un cambiamento in cui crediamo e che è alla base della missione della Caritas, per aiutare sempre gli ultimi e i dimenticati anche in questa tragedia”.
Nell’ambito del Pnrr, gli agricoltori hanno presentato progetti di filiera per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura.
La maturazione di una maggiore consapevolezza nei confronti della situazione ambientale e dell’emergenza climatica pare stia sollecitando fra le giovani generazioni l’insorgere di un nuovo tipo di inquietudine, l’“eco-ansia”. In realtà questo tipo di disagio non riguarda soltanto i ragazzi, colpisce anche gli adulti e si traduce spesso in una sorta di “paura cronica del destino ambientale”, i cui sintomi più diffusi sono rabbia, preoccupazione, sfiducia, stanchezza e senso di colpa.
“Ringraziamento e gratitudine”: sono questi i sentimenti espressi dalla parrocchia latina di Aleppo, guidata dal padre francescano, Bahjat Karakach, nei confronti della visita del Segretario Generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, e di don Leonardo Di Mauro, direttore del Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo.
La notizia è giunta improvvisa e ha lasciato attoniti tutti i comparti del settimanale diocesano, l'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e la Curia di Padova. Presenza più che decennale, Susanna lavorava ancora con grande passione e amava sinceramente la Difesa che non smetteva di promuovere. Le esequie saranno celebrate mercoledì 8 marzo alle 11 in Cattedrale
Con l’ultima legge di bilancio si è deciso che il Rdc sarà abrogato dal 1° gennaio 2024. Che cosa ci sarà dopo ancora non si sa. L’intento del governo è realizzare “un’organica riforma delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva”. Già nell’anno in corso, comunque, “ad eccezione dei nuclei familiari al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant'anni di età”, l’erogazione viene riconosciuta al massimo per 7 mensilità
Lettera di Arci Todo Cambia, Naga, Asgi, Cambio Passo Onlus, Comunità di Sant’Egidio Milano, Mediterranea Saving Humans, Mutuo Soccorso Milano e Rete Milano all’Agenzia Onu per i rifugiati sulla situazione vissuta davanti alla Questura di via Cagni. “Da mesi reso impossibile e pericoloso l'accesso all'Ufficio Immigrazione”. Il 9 marzo presidio in piazza