Nessuna polemica, nessuna accusa di ipocrisia, solo un invito a guardarci dentro, a vedere le motivazioni più profonde che guidano anche le nostre azioni più nobili, perché la solidarietà, per essere ancora più autentica, è chiamata a essere universale.
"La crepa" di Massimo Scialpi, psicoterapeuta, rivaluta le cosiddette nevrosi, che sono in realtà una risposta a fattori di crisi e che attivano delle difese contro stimoli e situazioni negative.
Per ridurre lo svantaggio diventa sempre più importante curare una politica dell’accoglienza che si deve coniugare con integrazione, anche con un occhio alla parità di genere.
Sullo sfondo c'è la guerra in Ucraina e le azioni portate avanti dal Papa e dalla diplomazia vaticana per fermare il conflitto. Partendo da qui, "La voce dei Berici" ha raggiunto telefonicamente l’arcivescovo Agostino Marchetto, vicentino, per più di 30 anni in servizio pastorale in numerose nunziature con responsabilità diverse, per capire il ruolo e le dinamiche che ispirano l’azione diplomatica della Santa Sede
“Assistiamo ad un succedersi di offensive e controffensive ma, come gli stessi analisti del Pentagono hanno detto di recente, non sta vincendo nessuno”.
L’obiettivo della Santa Sede resta “il cessate il fuoco”, perciò si lavora affinché si concludano quanto prima “le operazioni belliche” in Ucraina: lo ha chiarito il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, rispondendo ai giornalisti sul conflitto e sulla prossima missione del segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, che da mercoledì prossimo sarà a Kiev. Incalzato dai giornalisti, il porporato ha parlato a margine del primo convegno sul pontificato di Papa Giovanni Paolo I, organizzato dalla Fondazione Vaticana dedicata a Papa Luciani e in corso di svolgimento oggi, 13 maggio, alla Pontificia Università Gregoriana, dal titolo “I sei ‘vogliamo’.