Tornano su Canale 5 “I Viaggi del Cuore” con don Davide Banzato, dopo due importanti riconoscimenti ricevuti. Il 21 giugno 2024, il programma ha ottenuto il Premio Moige, consegnato a Roma nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati. In seguito, il 15 marzo 2025, è stato assegnato il premio giornalistico “Premio Buone Notizie – Edizione speciale In Giubileo”.
La risposta a questa domanda non è semplice, perché sempre più ci si accorge che non esiste l’omosessualità, ma ci sono persone con orientamento omosessuale e ci sono tanti modi di vivere questo orientamento.
Un mondo deragliato bisognoso di una guida, magari anche di eroi. È questo il profilo che unisce due titoli forti del momento, tra cinema e piattaforma. Anzitutto in sala “Thunderbolts*” diretto da Jake Schreier. Un action Marvel che ritrova una buona tensione narrativa e un’ottima amalgama tra i personaggi in campo. Ancora, su Sky e Now la seconda stagione della serie epico-distopica “The Last of Us” firmata da Craig Mazin e Neil Druckmann, con Pedro Pascal e Bella Ramsey. Sul tracciato del noto gioco PlayStation, la serie prosegue nel viaggio nel mondo contemporaneo avvelenato da un letale virus, tra violenza e istinti di sopraffazione.
“Nessun valore, nessun colore”. Il messaggio è inequivocabile. La domenica sera del 27 aprile, a Bergamo, il Lecce è sceso in campo contro l’Atalanta, nella partita del turno 34 di Serie A, indossando una maglia completamente bianca, un fiocco nero di lutto all’altezza del cuore, e al centro appunto la scritta sopra citata.
Serate di musica, energia e riflessione quelle che vedono protagonista in questi giorni Lorenzo Jovanotti sul palco del Palazzo dello sport di Roma. In un contesto nazionale segnato dalla scomparsa di papa Francesco, molti si chiedevano se i concerti sarebbero stati annullati.
Con ironia il giornalista Paolo Mieli, ogni mattina su Radio24 con Simone Spetia, denuncia il fenomeno social da lui battezzato “io, io, io e il defunto”, l’irresistibile tentazione, di fronte alla morte di grandi figure di pubblicare sui social una propria foto d’archivio con il defunto enfatizzando non i meriti di chi ci ha lasciato ma la luce riflessa che si rifraziona su di noi e sul nostro narcisismo.