“Non mi sono mai sentito solo, perché avevo la mia fede cristiana, ho sempre avuto il mio breviario per le preghiere della Chiesa e molto sostegno anche dalla mia famiglia, dai miei amici”.
“È stata una grande emozione incontrare Papa Francesco: si è diretto verso di me e mi ha preso le mani, non me lo aspettavo. Mi ha detto che era felice d’incontrarmi e che la danza è poesia e preghiera”. Così Carla Fracci raccontò l’incontro con Papa Francesco, a margine dell’udienza generale del 26 aprile 2017 in piazza San Pietro, nello studio de “Il Diario di Papa Francesco” su Tv2000.
Il ricordo di ActionAid, di cui l'étoile era stata ambasciatrice nel 2018 con la campagna "Danza con Carla". De Ponte: "Grande il cordoglio, ma altrettanto grande il ringraziamento per la generosità e l’entusiasmo. Il suo esempio resta e continueremo a farlo conoscere nelle scuole italiane"
Non è lui il centro, ma il centro è fuori di lui, in una tradizione che lo precede e non finirà con lui. Più volte Dylan ha sottolineato il suo debito: “Le melodie che ho in testa sono molto, molto semplici, si basano soltanto sulla musica che abbiamo ascoltato tutti da piccoli. Quella, e pure la musica che c’era prima di quella, andando indietro nel tempo, ballate elisabettiane e chissà che altro”. Il bel film dei fratelli Cohen, "A proposito di Davis", racconta molto precisamente quel mondo del Village in cui Dylan ha mosso i primi passi, e la battuta con cui si chiude la prima scena ne esprime bene tutto il senso: “Se una canzone non è mai stata nuova e non invecchia mai, allora è folk”. Lo stesso si può dire per Dylan, è ormai vecchio, 80 anni, senza essere mai invecchiato
Il cantante è salito sul palco di Rotterdam rappresentando la Norvegia. Il brano parla “di “sentirsi inadeguati, fuori posto in questo mondo”. Il suo messaggio ai giovani è a favore della “diversità, accettazione e inclusione”
La vena profetica di Dylan viene da lontano: dal trascendentalismo di Emerson, Withman, Thoreau, dalle tradizioni religiose ebraiche - le citazioni bibliche non sono rare nelle sue canzoni - cristiane, celtiche ma anche orientali.
Lungo le torri di guardiai principi stavano all’ertamentre le donne andavano e venivanoanche i servitori scalzi;lontano nei campiun gatto selvaggio ringhiòdue cavalieri si stavano avvicinandoe il vento cominciò ad ululare.
Per capire chi sia davvero Franco Battiato, usiamo il tempo al presente e non a caso, per la sua coscienza dell’assoluto dopo l’impermanenza, dobbiamo partire una canzone del 1993 “Lode all'Inviolato”, perché qui, come in “E ti vengo a cercare”, “L’oceano di silenzio” e anche la giustamente venerata “La cura” sta il nucleo di una concezione della musica come aiuto alla comprensione e al Passaggio. In questo Passaggio confluiscono le tracce del sufismo e della danza circolare dei Dervisci, ma anche una spiritualità che prende da molto più di quanto si pensi, perché buddismo e cristianesimo delle origini, anche se interpretato in modo che chiameremmo con una inevitabile approssimazione sincretistico sono presenti nella sua ricerca. Ma soprattutto una fede profonda nel dopo
Il concerto a Baghdad e la musica "speciale" del maestro nel ricordo di Un ponte per. "Le note rompevano gli steccati, attraversavano il muro dell’odio, unendo con la musica i popoli. Ancora oggi quando incontriamo i musicisti iracheni di quel concerto ci chiedono di portare il loro ringraziamento"