La settimana cinematografica si è aperta all’insegna delle nomination degli Oscar, annunciate lo scorso 13 gennaio in vista della cerimonia che si terrà a Los Angeles il prossimo 9 febbraio. Anche nelle uscite al cinema risuona l’eco degli Oscar. In sala infatti troviamo: il dramma di impegno civile firmato Clint Eastwood, “Richard Jewell”, e la commedia nera dai rivolti educational “Jojo Rabbit” di Taika Waititi
La miniserie in onda dal 13 gennaio su Rai Uno, trova la sua originalità decidendo di raccontare il periodo immediatamente successivo alla Guerra, i giorni dopo la Liberazione in Italia; e chiave altrettanto originale è la condivisione dell’elaborazione dei traumi della Shoah seguendo il percorso di ripresa, di riscatto, di bambini ebrei sopravvissuti
Ricky consegna pacchi a domicilio, Abbie accudisce persone anziane e disabili nelle loro case. Hanno due figli, Seb e Liza Jane, che diventano spettatori di un drammatico mutamento nelle relazioni e nelle loro vite, quando il nuovo lavoro del padre lo porterà a “mancare” sempre più spesso
Dopo l’abbuffata natalizia, si torna alla regolarità con le uscite in sala del giovedì. Tra i titoli in evidenza troviamo: “Hammamet” di Gianni Amelio, la nuova versione di “Piccole donne” firmata da Greta Gerwing e il cinema di impegno civile firmato Ken Loach, “Sorry We Missed You”
Si è imposto in maniera netta, come miglior film e per la miglior regia, il dramma bellico “1917” del britannico Sam Mendes, racconto della Prima guerra mondiale nelle sale italiane a fine gennaio 2020. Mendes ha sbaragliato i super favoriti targati Netflix come “Storia di un matrimonio” di Noah Baumbach (6 candidature e 1 premio vinto dalla sempre brava Laura Dern, miglior attrice non protagonista), “The Irishman” di Martin Scorsese (5 candidature) e “I due papi” (4 candidature). La sconfitta più bruciante, però, sembra essere quella di Scorsese, che non ottiene nessun premio, né per sé né per i suoi attori Al Pacino e Joe Pesci
Il film non è al di sopra di sbavature o inciampi, soprattutto sotto il profilo della ricostruzione storica. Ma a ben vedere, non è questo che importa all’autore, che è più proteso nel consegnarci un’inedita, onirica, prospettiva di legame tra due grandi uomini di Chiesa; la prospettiva dell’amicizia che affiora e man mano si fortifica nel lavoro di messa in sicurezza della barca di Pietro
Il primo film da regista mette a tema il problema dell’immigrazione, il dramma del flussi dall’Africa all’Italia, all’Europa tutta, attraverso l’inconfondibile stile Zalone che unisce favola sociale a ironia pungente, urticante. Ma per nulla privo di profondità