Domenica la festa delle Palme, tutti in piazza per il Giubileo dei ragazzi

Nell’anno giubilare dedicato alla Misericordia, la festa delle Palme, tradizionale appuntamento dell’Acr con il vescovo, si apre a tutti i più piccoli, anche coloro che non fanno parte dell’associazione. Sarà un’occasione straordinaria per vivere la diocesi a misura di ragazzo. Appuntamento alle 14.30 di domenica 20 marzo in piazza delle Erbe.

Domenica la festa delle Palme, tutti in piazza per il Giubileo dei ragazzi

Quest’anno la festa delle Palme si veste di elementi straordinari. Nel senso di “fuori dall’ordinario”.
Il tradizionale incontro dell’Acr e il vescovo, nelle piazze di Padova, coincide infatti con la celebrazione del giubileo diocesano dei ragazzi. Sullo slogan “Gps” (tradotto: Gesù porta santa), bambini e ragazzi di tutte le parrocchie della diocesi, dell’Acr ma anche del cammino di iniziazione cristiana, sono invitati domenica 20 marzo a ritrovarsi alle 15 in piazza delle Erbe, assieme ai loro educatori, catechisti e genitori.

«Il giubileo e la festa si muovono in un contesto di straordinarietà e di ordinarietà – sottolinea don Stefano Manzardo, assistente diocesano dell’Azione cattolica dei ragazzi – Non abbiamo creato nulla di nuovo: per i ragazzi si è proposto un appuntamento storico, inserito in un cammino di iniziazione cristiana, in collaborazione con l’ufficio catechistico».

Dove sta la straordinarietà quindi?
«Nel fatto di far vivere ai ragazzi l’esperienza del giubileo. Un’occasione straordinaria di chiesa, di diocesanità e di incontro con gli altri che rimotiva, rinnova e mette l’accento su alcuni aspetti particolari: la misericordia e il cammino che ci porta a Gesù».

Come verranno tradotti questi aspetti a misura di ragazzo?
«Attraverso i tre momenti del pomeriggio: l’animazione in piazza con l’arrivo del vescovo; la processione e la preghiera in Cattedrale. In ciascuno i ragazzi faranno esperienza di specifici atteggiamenti e attenzioni».

Quali?
«La prima parte ci aiuterà a scoprire che per incontrare Gesù nella concretezza della nostra vita servono segnali e indicazioni. È Gesù la porta santa, ma non è un cammino che si affronta da soli. In processione, quindi, sperimenteremo il primo atteggiamento, il desiderio di metterci in viaggio, e individueremo chi sono i nostri compagni. Primi tra tutti gli amici con cui condividiamo quest’esperienza».

Il secondo atteggiamento?
«Il prepararsi al cammino. Chi pratica uno sport, ma anche una disciplina artistica, sa quanto sia importante allenarsi e fare prove. Anche nel nostro cammino personale e di fede ci vogliono preparazione e allenamento. Nostri compagni, quindi, in questo frangente sono gli allenatori sportivi come pure i maestri o i professori. Terzo atteggiamento è il saper accogliere l’originalità e la diversità degli altri».

Cosa comporta questo?
«Riconoscendo la diversità, lo sguardo si fa più ampio, si impara a leggere la complementarietà e a vedere gli altri come testimoni. Primi in questo campo la comunità e i suoi operatori pastorali. Lungo le tappe della processione, inoltre, i ragazzi troveranno dei cartelloni con volti e frasi di alcuni santi testimoni (come Giovanni Paolo II e Leopoldo Mandic). Quarto e ultimo atteggiamento è il ripartire e superare gli imprevisti».

Chi aiuta i ragazzi in questo atteggiamento?
«La famiglia, i genitori ci aiutano a superare gli ostacoli. Anche il nostro cammino di fede e di vita è fatto di imprevisti, di intoppi. I genitori e la famiglia ci aiutano a “ricalcolare” il percorso».

La processione si conclude in Cattedrale.
«Qui si vivrà il momento liturgico del giubileo. Per l’occasione la basilica sarà svuotata completamente dei banchi per accogliere tutti i ragazzi e i loro accompagnatori. Vivremo insieme un momento di preghiera, fatto di canto, lettura della Parola, invocazione e saluto del vescovo Claudio».

Cosa rappresenta quindi il giubileo per i ragazzi?
«Un’esperienza che prima di tutto è espressione di un cammino di fede, vissuto come chiesa insieme, in cui incontrare Gesù. Ci dice che il cammino di fede vissuto insieme è bello, sereno e gioioso. Il giubileo comunque anche per i ragazzi è una tappa, è un passaggio. C’è un prima, fatto del percorso affrontato finora e che si vive anche la mattina all’interno della propria comunità con la preparazione degli ulivi e la partecipazione alla celebrazione eucaristica, ma c’è anche il dopo! È importante continuare il viaggio, realizzando quegli atteggiamenti di misericordia e di incontro che si sono sperimentati».

Il programma

Il giubileo dei ragazzi-festa delle Palme inizia alle 14.30 di domenica 20 marzo in piazza delle Erbe.
Qui, dopo un tempo dedicato all'accoglienza e a una proposta di riflessione animata, il vescovo Claudio benedice gli ulivi e dà il via alla processione che, passando per via San Canziano, prosegue lungo via VIII Febbraio, via Oberdan, piazza dei frutti, via san Clemente, piazza dei Signori, via Monte di Pietà, per raggiungere piazza Duomo verso le 16.15.
Arrivati in piazza, i ragazzi passano per la porta della misericordia ed entrano in duomo per la preghiera giubilare. La festa si conclude per le 17.

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