Cos'è per te la chiesa? Il dialogo è aperto "Compassi", comunità parrocchiale Spirito Santo

Sta per prendere il via nella parrocchia di Spirito Santo il progetto "Compassi", una consultazione estesa a tutti i parrocchiani, credenti e non, su quattro domande fondamentali sulla chiesa, elaborate nella fase progettuale iniziata nel giugno scorso.

Cos'è per te la chiesa? Il dialogo è aperto "Compassi", comunità parrocchiale Spirito Santo

La chiesa com’è e come la vorremmo, vista da chi sta dentro e da chi fino a ora l’ha osservata dall’esterno, con i suoi meriti e i suoi punti critici.

È quanto si cercherà di mettere a fuoco con “Compassi” (COMunità PArrocchiale Spirito Santo Insieme), l’iniziativa elaborata dalla parrocchia di Spirito Santo in Padova che, terminata la fase progettuale, entrerà nel vivo con due incontri il 21 e 23 febbraio. Quattro “passi” da fare insieme. Con i primi due incontri prenderà il via la fase operativa, con la formazione di gruppi di 6-8 persone che risponderanno a quattro, fondamentali interrogativi: cos’è per te la chiesa? Cosa rimproveri alla chiesa? Cosa trovi di positivo nella chiesa? Cosa chiederesti alla chiesa?

L’iniziativa è rivolta agli adulti. Potremmo definirla un sinodo parrocchiale?

«Preferirei chiamarla consultazione – spiega il parroco don Giancarlo Battistuzzi – È un invito a tutti i parrocchiani, credenti e non credenti, per capire come vedono la chiesa. Il nostro obiettivo è quello di aprire un dialogo, soprattutto con chi non frequenta regolarmente la chiesa o non ci viene per nulla, perché da loro potremmo ricavare riflessioni interessanti su alcuni aspetti a cui la chiesa dovrebbe prestare maggiore attenzione. Anche questa è una forma di accoglienza, rivolta in questo caso non agli immigrati, ma più in generale alle persone».

Il primo incontro sarà per un tè o un caffè insieme e si terrà mercoledì 21 febbraio, alle 16, nella sala del patronato. Il secondo sarà un dopocena ed è in programma per venerdì 23 alle 21, sempre in patronato. Durante questi incontri saranno formati i gruppi che cominceranno a riflettere sulle quattro domande individuate nella fase preparatoria. E quanto emergerà offrirà al nuovo consiglio pastorale parrocchiale, che andrà a insediarsi, un progetto da perseguire nel prossimo quinquennio.

Ma se certi parrocchiani non vanno in chiesa, come si riuscirà a coinvolgerli?

«Il compito della chiesa – sottolinea don Battistuzzi – non è quello di portare la gente in chiesa, ma quello di portare l’annuncio. Una volta in chiesa ci andavano tutti. Oggi sono il 20 per cento. La chiesa deve trovare nuovi canali comunicativi, nel rispetto della libertà di ogni persona. Dialogando. Aiutandoci a capire quali sono i limiti della chiesa nel portare l’annuncio. Ci sono persone che si dichiarano atee, ma che sono in ricerca. Rispondere a certe domande è un modo per far dialogare anche queste persone e aiutarle a tirare fuori rabbia, sofferenze… Perché c’è tanto bisogno di comunicare. E vorrei che questo dialogo non fosse limitato ad alcuni mesi, ma fosse di aiuto ai consiglieri nel loro operato e durasse nel tempo. Lavoreremo insieme per cercare di ottenere questo risultato».

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