Diego De Leo, vicepresidente Associazione italiana di psicogeriatria: «Non abbiamo ancora una risposta farmacologica adeguata per l’Alzheimer. Abbiamo trattamenti sperimentati da anni, ma che per ora si sono solo dimostrati capaci di ritardare un po’ il quadro clinico».Ecco perché è importante il sostegno socialedi fronte a una malattia che isola e umilia, che annichilisce le persone e rischia di spezzare le famiglie.

L'analisi di Francesco Facci, direttore della fondazione Santa Tecla di Este e presidente per il Veneto di Uneba, che riunisce la gran parte delle case di riposo promosse da enti diocesani e parrocchie. Se oggi è sempre più difficile fare quadrare i bilanci degli enti che gestiscono strutture residenziali per gli anziani, la crisi ha colpito di meno quelli cattolici che puntano su qualità, organizzazione e attenzione alla persona.

L’approvazione delle linee guida degli atti aziendali della riforma del sistema sociosanitario ha sollevato le proteste del mondo che si occupa di salute mentale, che accusa la regione di essere poco attenta a un problema che in Veneto interessa 70 mila persone. Declassate le unità operative complesse e i servizi per i minori.

Indagine di Italia Longeva: assistiti a domicilio solo 370 mila ultrasessantacinquenni, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano colpite da disabilità severe, dovute a malattie croniche. 20 ore di assistenza domiciliare ogni anno a ciascun paziente. Con gravi disomogeneità territoriale. I dati agli Stati generali dell’assistenza a lungo termine

Per la prima volta il Comitato che raggruppa le associazioni che si occupano di Parkinson è stato ricevuto al ministero della Salute. Resi noti i numeri frutto delle ultime stime, significativamente più alti di quelli finora conosciuti. Lanciata una petizione online per chiedere il diritto ad avere informazioni sulla malattia, cure e servizi adeguati su tutto il territorio.

In Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere. Oltre il 78 per cento degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Per loro, l’attesa al pronto soccorso, un esame invasivo, la degenza in reparto, si trasformano in un vero e proprio ostacolo se non addirittura in un incubo.
Un problema di organizzazione, ma prima ancora di cultura.

È una novità assoluta: la “radiografia” decennale dei decessi. È il punto fermo nell’epidemiologia recente dell’Italia. All’inizio di maggio l’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato il rapporto L’evoluzione della mortalità per causa. Tra i dati più significativi, una conferma: la sola, vera "epidemia" del 21° secolo è quella legata alle forme di demenza, a partire dall'Alzheimer.

Il bicchiere è sempre mezzo pieno di… conseguenze e mezzo vuoto di… consapevolezza. L’alcol nell’Unione europea rappresenta il secondo fattore di rischio di mortalità, frequenza di malattie e produzione di disabilità. E da noi? A partire dal 2010 il consumo è tornato a salire: nel 2014 è pari a 7,6 litri di media a testa. E il Veneto purtroppo supera anche la media nazionale.

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha approvato le decisioni dei tribunali del Regno Unito sul caso del piccolo Charlie Gard, affetto da una rarissima malattia che lo obbliga, ricoverato in ospedale da ottobre scorso, a restare attaccato a un respiratore artificiale per poter vivere. La giustizia britannica si era espressa sulla base del fatto che non vi fossero cure possibili, e indicando di staccare il respiratore, portando alla morte Charlie. Tutto questo nonostante i genitori, Chris Gard e Connie Yates, continuino a essere fortemente contrari all’eutanasia.