Per la prima volta dal 2005, nel 2015 il disavanzo sanitario nazionale è stato superiore rispetto a quello dell’esercizio precedente, ammontando a un miliardo e 202 milioni di euro. Una inversione di tendenza, quella certificata dal Rapporto Osservasalute 2016 presentato lunedì al Policlinico Gemelli di Roma, dietro cui si celano diversi fenomeni preoccupanti.

Qualche anno fa comperare qualcosa online era considerato pericoloso per via del possibile furto dei dati connessi ai bancomat o ai profili bancari. Oggi il mercato nero dei dati clinici dei pazienti è considerato 20 volte più prezioso di quello delle carte di credito. Dopo gli Stati Uniti, la criminalità informatica arriva in Europa

Sono Elisabetta Elio, direttore generale di Pia Opera Ciccarelli, ed Ernesto Burattin, consigliere delegato di Opera Immacolata Concezione, i rappresentanti di Uneba Veneto nel consiglio nazionale di Uneba, associazione che raccoglie più di 800 strutture sociosanitarie, assistenziali, educative, quasi tutte non profit e di radici cattoliche, presenti in 17 regioni italiane che nei giorni scorsi ha celebrato proprio a Padova il suo congresso.

I primi poveri a chiedere aiuto sono proprio gli italiani (38 per cento). In un anno oltre 500 persone curate, protesi dentarie e occhiali compresi. «Non facciamo differenze di nazionalità, di pelle, di religione – spiega l’assistente alla poltrona Michela Tommasin – trattiamo tutti con la stessa attenzione. Vengono a curarsi qui anche detenuti del carcere di Padova. Fa un effetto particolare vederli arrivare con la scorta e in manette, poveri in tutto. Ed è proprio qui che si deve dare il servizio migliore possibile, perché le persone non si sentano umiliate».

La delibera della giunta regionale n.2174, del 23.12.16, ha coinvolto nella revisione del numero delle Ulss anche i Comitati etici per la pratica clinica, riducendoli da 22 a 9. Questo provvedimento appare come espressione di una sorta di automatismo tipicamente burocratico (si spera non consapevolmente voluto...), che ignora le specifiche competenze di tali comitati, pur chiaramente delineate e ribadite da tempo dalla stessa giunta.

Anna Caterina Milanetto, giovane specialista in chirurgia generale di Campagnola di Brugine, ha vinto il prestigioso concorso internazionale Sten Tibbling - per perfezionamento e ricerca sui tumori endocrini presso l’università di Lund (la più antica della Svezia) dove per sei mesi svolgerà ricerche e interventi in campo chirurgico-oncologico.

Medici, politici e giuristi sono chiamati a firmare la petizione “Uno di noi” promossa dal Movimento per la vita italiano che ha già raccolta quasi 2 milioni di firme di cittadini europei per riaffermare legittimamente che devono essere limitati i finanziamenti europei a programmi di ricerca che implicano la distruzione di embrioni umani.

La Commissione Affari sociali della Camera dei deputati sta lavorando al testo sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento che il 20 febbraio dovrebbe essere presentato in aula e dopo un anno di lavori silenziosi, quasi sotto traccia, adesso i toni del confronto si stanno alzando. La legge è snella – 5 articoli in tutto compreso quello sulle norme transitorie – ma complessa. Questi i titoli degli articoli: Consenso informato, Minori e incapaci, Dichiarazioni/Disposizioni anticipate di trattamento, Pianificazione condivisa delle cure, Norme transitorie. Ma quali sono i valori in gioco?

A dieci anni dal caso Welby, otto da quello Englaro, tre anni e mezzo dal deposito della legge di iniziativa popolare dell’associazione Luca Coscioni e dopo un anno di dibattito in Commissione Affari sociali della Camera con dodici sedute di audizione, il prossimo 20 febbraio – se la data non slitterà ancora una volta – il progetto di legge relativo alle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) dovrebbe arrivare in aula. Dalla chiesa la richiesta di evitare soluzioni semplicistiche e affrettate.