Indagine di Italia Longeva: assistiti a domicilio solo 370 mila ultrasessantacinquenni, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano colpite da disabilità severe, dovute a malattie croniche. 20 ore di assistenza domiciliare ogni anno a ciascun paziente. Con gravi disomogeneità territoriale. I dati agli Stati generali dell’assistenza a lungo termine

Per la prima volta il Comitato che raggruppa le associazioni che si occupano di Parkinson è stato ricevuto al ministero della Salute. Resi noti i numeri frutto delle ultime stime, significativamente più alti di quelli finora conosciuti. Lanciata una petizione online per chiedere il diritto ad avere informazioni sulla malattia, cure e servizi adeguati su tutto il territorio.

In Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere. Oltre il 78 per cento degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Per loro, l’attesa al pronto soccorso, un esame invasivo, la degenza in reparto, si trasformano in un vero e proprio ostacolo se non addirittura in un incubo.
Un problema di organizzazione, ma prima ancora di cultura.

È una novità assoluta: la “radiografia” decennale dei decessi. È il punto fermo nell’epidemiologia recente dell’Italia. All’inizio di maggio l’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato il rapporto L’evoluzione della mortalità per causa. Tra i dati più significativi, una conferma: la sola, vera "epidemia" del 21° secolo è quella legata alle forme di demenza, a partire dall'Alzheimer.

Il bicchiere è sempre mezzo pieno di… conseguenze e mezzo vuoto di… consapevolezza. L’alcol nell’Unione europea rappresenta il secondo fattore di rischio di mortalità, frequenza di malattie e produzione di disabilità. E da noi? A partire dal 2010 il consumo è tornato a salire: nel 2014 è pari a 7,6 litri di media a testa. E il Veneto purtroppo supera anche la media nazionale.

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha approvato le decisioni dei tribunali del Regno Unito sul caso del piccolo Charlie Gard, affetto da una rarissima malattia che lo obbliga, ricoverato in ospedale da ottobre scorso, a restare attaccato a un respiratore artificiale per poter vivere. La giustizia britannica si era espressa sulla base del fatto che non vi fossero cure possibili, e indicando di staccare il respiratore, portando alla morte Charlie. Tutto questo nonostante i genitori, Chris Gard e Connie Yates, continuino a essere fortemente contrari all’eutanasia.

Vaccini sì, vaccini no. Una polemica che negli ultimi mesi ha acceso i toni e che ha portato al decreto legge che rende 12 vaccini obbligatori per poter frequentare nidi, materne e scuola dell’obbligo. L’obiettivo del provvedimento è di raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95 per cento, come raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, per le malattie a rischio epidemico. Il Veneto però ricorre alla Corte costituzionale: non c'è stata l'intesa preventiva con le regioni e mancano i fondi.

Nella riforma della sanità veneta è prevista la pesante riduzione dei primariati. Per molti significa penalizzare l'integrazione sociosanitaria con il territorio, privandolo delle giuste professionalità. Altro punto da realizzare è la super azienda Zero per tutto il fronte amministrativo sanitario regionale.

Rapporto dell'Osservatorio di Lisbona. Nel 2015 i morti per overdose sono principalmente maschi (78%), età media 38 anni. Nel 79% dei casi la causa è l'eroina. Nel 2016, 66 nuove sostanze psicoattive sono state rilevate per la prima volta tramite il Sistema di allerta precoce dell’Ue.

A Ginevra l’adozione del Piano di azione sulla risposta di salute pubblica 2017-25. Colpite 50 milioni di persone in tutto il mondo: le 2050 saranno il triplo. Ogni 3 secondi secondi nel mondo una persona sviluppa la demenza. Almeno l’1% del costo della demenza dovrebbe essere investito nella ricerca”.