Vaccini sì, vaccini no. Una polemica che negli ultimi mesi ha acceso i toni e che ha portato al decreto legge che rende 12 vaccini obbligatori per poter frequentare nidi, materne e scuola dell’obbligo. L’obiettivo del provvedimento è di raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95 per cento, come raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, per le malattie a rischio epidemico. Il Veneto però ricorre alla Corte costituzionale: non c'è stata l'intesa preventiva con le regioni e mancano i fondi.

Nella riforma della sanità veneta è prevista la pesante riduzione dei primariati. Per molti significa penalizzare l'integrazione sociosanitaria con il territorio, privandolo delle giuste professionalità. Altro punto da realizzare è la super azienda Zero per tutto il fronte amministrativo sanitario regionale.

Rapporto dell'Osservatorio di Lisbona. Nel 2015 i morti per overdose sono principalmente maschi (78%), età media 38 anni. Nel 79% dei casi la causa è l'eroina. Nel 2016, 66 nuove sostanze psicoattive sono state rilevate per la prima volta tramite il Sistema di allerta precoce dell’Ue.

A Ginevra l’adozione del Piano di azione sulla risposta di salute pubblica 2017-25. Colpite 50 milioni di persone in tutto il mondo: le 2050 saranno il triplo. Ogni 3 secondi secondi nel mondo una persona sviluppa la demenza. Almeno l’1% del costo della demenza dovrebbe essere investito nella ricerca”.

“L’eutanasia non è la scelta della Chiesa. La scelta della Chiesa sono le cure palliative. Non ci sono ragioni che possano condurre all'eutanasia i malati psichici anche se si trovano al termine di ogni trattamento possibile”.
Padre Tommy Scholtes, portavoce della Conferenza episcopale belga, spiega perché i vescovi del Belgio hanno preso la parola dopo la bufera che si è scatenata nei giorni scorsi a seguito di una dichiarazione pubblicata dai Fratelli della carità. Nessuna apertura – dice padre Scholtes – da parte della Chiesa cattolica alla "dolce morte" e ai medici è consentita l'obiezione di coscienza.

Per la prima volta dal 2005, nel 2015 il disavanzo sanitario nazionale è stato superiore rispetto a quello dell’esercizio precedente, ammontando a un miliardo e 202 milioni di euro. Una inversione di tendenza, quella certificata dal Rapporto Osservasalute 2016 presentato lunedì al Policlinico Gemelli di Roma, dietro cui si celano diversi fenomeni preoccupanti.

Qualche anno fa comperare qualcosa online era considerato pericoloso per via del possibile furto dei dati connessi ai bancomat o ai profili bancari. Oggi il mercato nero dei dati clinici dei pazienti è considerato 20 volte più prezioso di quello delle carte di credito. Dopo gli Stati Uniti, la criminalità informatica arriva in Europa

Sono Elisabetta Elio, direttore generale di Pia Opera Ciccarelli, ed Ernesto Burattin, consigliere delegato di Opera Immacolata Concezione, i rappresentanti di Uneba Veneto nel consiglio nazionale di Uneba, associazione che raccoglie più di 800 strutture sociosanitarie, assistenziali, educative, quasi tutte non profit e di radici cattoliche, presenti in 17 regioni italiane che nei giorni scorsi ha celebrato proprio a Padova il suo congresso.

I primi poveri a chiedere aiuto sono proprio gli italiani (38 per cento). In un anno oltre 500 persone curate, protesi dentarie e occhiali compresi. «Non facciamo differenze di nazionalità, di pelle, di religione – spiega l’assistente alla poltrona Michela Tommasin – trattiamo tutti con la stessa attenzione. Vengono a curarsi qui anche detenuti del carcere di Padova. Fa un effetto particolare vederli arrivare con la scorta e in manette, poveri in tutto. Ed è proprio qui che si deve dare il servizio migliore possibile, perché le persone non si sentano umiliate».