Dal 23 al 28 agosto Mestrino è in festa per san Bartolomeo. Un caldo benvenuto alle nuove famiglie

Dal 23 al 28 agosto a San Bartolomeo a Mestrino prendono vita le tre aree che caratterizzano la festa patronale: lo stand gastronomico con la pista del liscio, l’area giovani, il Bartcon i gruppi musicali e l’Arena spettacoli, dedicata alle famiglie. Una sagra che è accoglienza e collaborazione, festa delle famiglie e della comunità, in cui si dà spazio ai giovani e all’incontro. Il programma si pare venerdì con un brindisi di benvenuto alle nuove famiglie arrivate in parrocchia. 

Dal 23 al 28 agosto Mestrino è in festa per san Bartolomeo. Un caldo benvenuto alle nuove famiglie

Alla sagra di San Bartolomeo il divertimento e le risate sono assicurate lunedì 26 agosto con “Marco e Pippo show”, lo spettacolo estivo con un mix di pezzi storici e novità. L’appuntamento è a partire dalle 21.30 con ingresso libero e gratuito nel campetto dietro al centro parrocchiale al civico 6 di piazza IV novembre. 
Per chi non riuscisse a partecipare alla serata a Mestrino, Marco e Pippo saranno in piazza Barbato a Ponte di Brenta il 27 agosto dalle 21.15, nell’ambito del cartellone estivo intinerante nei quartieri del Comune di Padova “Girovagarte”.

La sagra di San Bartolomeo a Mestrino, dal 23 al 28 agosto, è festa dell’accoglienza, delle famiglie e della comunità, con ampio spazio ai giovani. E da qualche anno ha assunto pure una direzione ecologica, perché allo stand gastronomico si usano solo piatti in ceramica.
Per sei giorni prendono vita le tre aree che caratterizzano la festa per il patrono: lo stand gastronomico con la pista del liscio, l’area giovani (il Bart) con i gruppi musicali e l’Arena spettacoli dedicata alle famiglie. «Quest’anno apriamo il programma – racconta Simone Dalla Libera, del comitato sagra – con una piccola novità: venerdì alle 20.30 c’è la festa dell’accoglienza per i nuovi arrivati. La nostra è una parrocchia abbastanza grande e giovane, ci sono sempre volti nuovi che s’incrociano. Molti si presentano spontaneamente al parroco, altri invece entrano a contatto con le attività parrocchiali seguendo il percorso segnato dalla crescita dei figli: la scuola dell’infanzia, le attività sportive, l’iniziazione cristiana. Ci sarà un brindisi di benvenuto come piccolo segno di accoglienza». La serata prosegue con la ruota della fortuna, lo spettacolo teatrale per bambini della compagnia Fantaghirò e un rinfrescante “assalto al cocomero”.

«La sagra – ribadisce il parroco don Sergio Turato – deve essere occasione per lanciare messaggi di apertura, condivisione, collaborazione, non solo un momento di divertimento e svago. L’accoglienza deve essere una caratteristica prioritaria della comunità parrocchiale, che altrimenti rischia di chiudersi in se stessa».

Da qualche anno la sagra vuol dire anche condivisione con la comunità romena: sabato 24 alle 19 la messa sarà celebrata con la comunità ortodossa e il 27 è in programma una serata di incontro, prima con una sfida a calcetto Italia-Romania e poi giochi, balli, canti e piatti tipici. 
Sempre sabato 24 alle 23.15, dopo karaoke, piano bar e concerto rock, è in programma una “pasta sotto le stelle”; domenica 25 alle 19.30 ci sarà una spettacolare dimostrazione di parkour con l’Accademia dell’acrobata, con la possibilità di provare gratuitamente l’attività acrobatica con i maestri di Uncensored runners. Ancora domenica alle 17 la biciclettata porterà alla scoperta del territorio con tappa all’azienda agricola e al caseificio Traverso di Bosco di Rubano e infine, come da tradizione, la chiusura sarà il 28 con la lotteria.

«Siamo più di 120 volontari ogni sera – conclude Simone Dalla Libera – un bel gruppo, alcuni storici altri invece nuovi perché, per recuperare nuove energie, abbiamo fatto una sorta di campagna di reclutamento, prima attraverso il bollettino parrocchiale e poi casa per casa con in mano il programma della sagra. Sta funzionando molto bene, ci sono tanti nuovi volti che si aggregano. Questo ci permette di migliorare i turni di servizio, riequilibrare i gruppi. Ed è un modo anche questo per accogliere chi è arrivato da poco nella nostra comunità».

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