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La crisi del mercato del lavoro in Italia. intervista a Gianfranco Zucca, ricercatore dell’Iref (Istituto di ricerche educative e formative) delle Acli.

L’analisi Istat evidenzia la forza dell’istruzione che diventa un vantaggio per l’occupazione. Infatti il livello occupazionale delle donne con un titolo di studio terziario è del 40% superiore di quelle che hanno un basso titolo di studi.

Nel 2019 si rinnoverà il Parlamento dell'Unione Europea: la crescita delle forze populiste, la crisi di quelle popolari e socialiste. Quelle del prossimo anno saranno elezioni decisive in uno scenario in cui i partiti nazionali guardano spesso con ostilità all'Ue. È cresciuto moltissimo il sentimento nazionalista, la voglia di non delegare poteri e funzioni, ma di riportarsele a casa.

Nella riorganizzazione logistica del policlinico, dove andranno a finire i reparti della scuola di medicina? Quale futuro per il Sant'Antonio? L’Ateneo si ritrova già spalle al muro, perché la scuola di medicina non ha più spazio per assicurare la didattica nel “vecchio” policlinico.

“Nei prossimi anni – si afferma nel Rapporto – il bilancio pubblico sarà fortemente condizionato dall’invecchiamento della popolazione e dalle modifiche della struttura demografica”. Un fenomeno ben noto da tempo ma che ora mostra di avere effetti “più acuti di quanto finora atteso”. È in particolare sulla previdenza che tali effetti si fanno e si faranno sempre più sentire

Sette paesi dell’Africa: Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda; 23 ospedali e 1.083 strutture sanitarie in cui Medici con l’Africa Cuamm ha operato nel corso del 2017 con 2.233 risorse umane, tra cui 218 internazionali europei.

Dal 1° luglio, Medici con l'Africa Cuamm ha raggiunto un altro "ultimo miglio" nell'Africa dimenticata: l'ospedale pediatrico di Bangui nella Repubblica Centrafricana, incastonata tra Ciad, Sud Sudan, Congo e Camerun. Si elevano, dunque, a otto i paesi in cui è presente l'ong, nata nel grembo alla chiesa di Padova.

Cresce la voglia di sicurezza “fai da te”. Secondo il primo Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia, realizzato dal Censis con Federsicurezza, il 39 per cento degli italiani è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale.