La Misericordia è il cuore della festa della Madonna di Tessara

Domenica 11 ottobre sette celebrazioni fanno entrare nel vivo della festa della Madonna del santuario di Tessara a Santa Maria di Non (Padova). Come ogni anno, sono attesi migliaia di pellegrini e fino al 9 ottobre le porte del tempio restano aperte dalle 8 alle 22.

La Misericordia è il cuore della festa della Madonna di Tessara

Tutto iniziò con una bambina malata, figlia di un contadino che lavorava nelle risaie lungo il Brenta. Una guarigione prodigiosa a seguito di un’apparizione della Madonna provocò la trasformazione nel pieno del Quattrocento dei ruderi di un vecchio monastero benedettino nel santuario della Madonna di Tessara. Pur ricadendo nel territorio della parrocchia di Santa Maria di Non, comunità di 3 mila anime del vicariato di Limena, l’antica immagine al centro del santuario è oggetto di venerazione da ogni parte del Veneto. E nei giorni al culmine della sagra della Madonna di Tessara, dal 10 al 13 ottobre, è previsto l’arrivo di migliaia e migliaia di pellegrini.
«Da quando sono qui – racconta il parroco di Santa Maria di Non don Loris Zamarco – osservo sempre più attaccamento e affetto verso questo santuario. Centinaia di persone pregano e si accostano ai sacramenti». Questa ricorrenza mariana nel mese di ottobre non va confusa con la Madonna del rosario, ma serve proprio a commemorare la prima apparizione della Vergine a Tessara, che la tradizione riporta proprio a metà ottobre.
Fino a venerdì 9 il santuario è aperto a tutti dalle 8 alle 22, con la celebrazione della santa messa alle 20.30. La sagra entra nel vivo sabato 10 ottobre con la messa delle 19, seguita poi dalla processione con la statua e l’affidamento a Maria. Sette le messe celebrate domenica 11 ottobre per la solennità della Beata Vergine Maria di Tessara. La prima si terrà alle 5.30: come da tradizione antica, infatti, i fedeli raggiungono a piedi durante la notte il santuario da ogni paese vicino per assistere alla prima messa, all’interno di un piccolo pellegrinaggio le cui radici affondano a mezzo millennio fa. L’ultima celebrazione del mattino, alle ore 11, sarà invece cantata. Sette le messe anche lunedì 12 ottobre, giorno dedicato alle altre comunità del vicariato. A ogni celebrazione prenderanno parte non solo i parroci, ma anche i fedeli di Campo San Martino, Marsango, Busiago, Tavo, Taggì di Sotto, Taggì di Sopra, Ronchi e Villafranca. Alle 15 la concelebrazione con Pieve, Curtarolo e Santa Maria di Non. Martedì mattina le scuole materne locali, con i loro bambini, renderanno omaggio alla Madonna con la preghiera alle 9.45. Il pomeriggio, invece, a partire dalla messa delle 15, sarà dedicato agli anziani e agli ammalati. Dopo la messa di ringraziamento delle 19, la festa chiuderà idealmente l’indomani, mercoledì 14 ottobre, alle 11: tutti i parroci del vicariato concelebreranno per chiedere alla Madonna il dono di nuove vocazioni alla vita consacrata e al sacerdozio.
«La comunità – aggiunge don Loris – vede in questi giorni momenti forti per vivere la dimensione della fede e della comunità. La Madonna richiama anche all’unità familiare: è bello vedere parenti che abitano lontano l’uno dall’altro incontrarsi ai piedi di questo altare». La parola chiave di quest’anno? «Misericordia. Nelle introduzioni e nelle omelie daremo spazio alla dimensione dell’anno giubilare, come da richiesta di papa Francesco. La misericordia, qui, è soprattutto riconciliazione attraverso la possibilità di accostarsi al sacramento della confessione. E di perdono c’è sempre tanto bisogno».

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