Tutta la Valbrenta alla festa della Madonna

Per le feste decennali della Madonna del Pedancino non c’è crisi che tenga. Tutti si danno da fare con un entusiasmo e una partecipazione che non conosce flessioni e che si traduce in un ricco calendario di eventi dal 2 al 24 agosto. Il 18 la festa solenne col vescovo. Due pagine speciali sulla Difesa di domenica 3 agosto.

Tutta la Valbrenta alla festa della Madonna

A testimoniare l'intensa partecipazione della comunità è Giovanni Fiorese, il presidente del comitato dei festeggiamenti che si accinge alla sua terza impresa decennale, ma che ne ha vissute altre due in prima fila.
«Qualcuno – sostiene – suggeriva quando siamo partiti di ridurre il numero degli archi di legno e fronde che tradizionalmente decorano le vie del paese: i giovani sono sempre meno e sembrano restii a lasciarsi coinvolgere in queste cose. Invece è accaduto il contrario e così ne abbiamo fatti 16, mentre dieci anni fa erano 14. La partecipazione è stata corale, anche dai paesi vicini; un arco è stato fatto da Friola, il nostro paese “gemello” che quest’anno abbiamo coinvolto anche con la novità del pellegrinaggio in tre tappe. Un arco lo fa Enego e un altro Primolano. Incino ha fatto un grande quadro in onore della Madonna da collocare nella chiesetta costruita dove è stata trovata l’immagine mariana».

Insieme agli archi, tanti altri segni testimoniano il fervore con cui Cismon ricorda la sua Madonna e la grande alluvione del 18-19 agosto 1748, quando la statua venne trascinata dalla furia del Cismon e della Brenta fino a Friola: le case imbiancate, i fiori alle finestre, le splendide luminarie che decorano vie ed edifici.
Per solennizzare ulteriormente questo appuntamento, che cade nel secondo centenario dell’istituzione delle feste decennali, si pensa anche di proiettare sulla parete della montagna l’immagine della Vergine, per accogliere gli amici che accorrono da tutta la valle e da ben più lontano, dal Veneto ma anche da Giarre, il paese siciliano in provincia di Catania gemellato in ricordo del profugato. E da tutto il mondo, attraverso i tanti immigrati che tornano al loro paese d’origine. «Il programma dei festeggiamenti – commenta Fiorese – è stato pensato per dare il benvenuto a tutti, per far ritrovare un paese con la sua devozione e la sua storia, la sua capacità produttiva e artistica, il suo paesaggio e le sue tradizioni».

Leggi il servizio su Cismon, le feste decennali, la vita della parrocchia e consulta il calendario degli eventi sul numero della Difesa in edicola e in parrocchia da sabato 2 agosto e già disponibile in abbonamento digitale.

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Parole chiave: Cismon del Grappa (1), Pedancino (1), Grappa (5), feste decennali (1)