Marzo 2019

«Dobbiamo orientarci verso persone che sappiano mettere assieme, gente pronta che sappia attivare e valorizzare la rete di associazioni, le particolarità, le cooperative, le imprese, renderli partecipi del luogo, allora sì  che si innescano risorse inaspettate. Ci vuole una testa sussidiaria». 
Suor Francesca Fiorese, direttrice dell'Ufficio di Pastorale sociale della Diocesi di Padova, riflette sulle prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno oltre 300 comuni in Veneto. In un tempo in cui la competenza viene quasi vista come un vulnus, è necessario invece conoscere le persone per esprimere un voto consapevole. E anche la Chiesa deve offrire, serenamente, il suo contributo.

Sarà con ogni probabilità il 26 maggio, in concomitanza con le elezioni Europee, la domenica in cui gli elettori di 321 comuni in Veneto saranno chiamati a scegliere i rispettivi sindaci. Dai 123 residenti di Laghi ai 42 mila di Bassano del Grappa e con l'esordio dei comuni nati dalle recenti fusioni, la Lega proverà a rispecchiare, a livello locale, il trend nazionale in ascesa. Il Pd, che pure nel 2014 aveva ottenuto buoni risultati, dovrà rinnovarsi, mentre resta un'incognita il Movimento 5 Stelle: in Veneto solo quattro sono i comuni governati dai pentastellati, nessuno dei quali in provincia di Padova.

«Il cambiamento deve prevedere una costruzione, non dev’essere di facciata o privo di contenuti. O peggio, condizionato da gruppi di potere». È il monito di Maria Rosa Pavanello, presidentessa Anci Veneto, indirizzato agli elettori per le prossime elezioni comunali. Il suo sguardo è rivolto principalmente alle difficoltà burocratiche che incontrano ogni giorno le amministrazioni locali per scarsità di personale. Una condizione che potenzialmente si aggraverà nell'immediato futuro con l'introduzione della Quota 100 con conseguenti ricadute e disagi nell'erogare i servizi necessari ai cittadini.  

Un ragionamento avviluppante che parte da Monselice, attraversa il mondo e poi ritorna nuovamente a Monselice. In questo, secondo Francesco Lunghi, primo cittadino del comune della Rocca, c’è l’essenza del ruolo attuale del sindaco: una figura in grado di poter influenzare, attraverso progetti mirati, lo sviluppo di una comunità, magari lasciando un seme in un centinaio di ragazzi con esperienze che possono aprire gli occhi verso il mondo.

Si è sentito sindaco per la prima volta la notte tra il primo e il due novembre 2010, quando il suo comune, Ponte San Nicolò, si è ritrovato in ginocchio per l'alluvione. Enrico Rinuncini, dopo due mandati da primo cittadino, è pronto a togliersi la fascia tricolore dal petto convinto di lasciare un Comune sano dove, nonostante l'alluvione e la crisi, una comunità è tornata a fare rete. E dove la figura del sindaco va oltre i colori politici perché è più importante la persona e la fiducia che sa trasmettere.

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