“Quello che è stato importante per tutti noi è vedere la grande serenità del cardinale. Una serenità che proviene dalla fede. Una serenità che ci ha dato speranza, sostegno, vicinanza. E’ la serenità di chi capisce che cosa succede, ma sa trasformare nella fede questa condivisione in speranza”. A raccontare al Sir come è andata ieri la Messa celebrata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nel santuario della Madonna del Carmine, a Berdychiv, è padre Ruslan Mykhalkiv, rettore del Seminario della diocesi di Kyiv-Zhytomir. “Non mi sento uno specialista e non saprei distinguere i diversi tipi di diplomazia che esistono. Per quello però che ho visto e capito, proverei a dire che è una diplomazia di dialogo, che cerca sempre e in qualche modo di trovare un posto in cui sia possibile parlare e cercare di capire l'altro”.
Il missionario fidei donum, 86 anni, tornato in Africa racconta la vita quotidiana a Kimbulu, nel cuore del Congo sotto scacco dell'M23. La violenza accompagna la vita delle comunità. “Guardo come si comportano, imparo da loro: sanno vivere e gioire persino in una situazione di guerra e di pericolo come questa”
Il progetto è rivolto a persone in carico presso i Dipartimenti di salute mentale della città e della provincia. Svolgeranno attività riabilitativa in contesti di comunità e cinque di loro anche dei tirocini formativi. Attenzione rivolta pure ai familiari
“I Giochi Olimpici sono, per loro natura, portatori di pace e non di guerra. È con questo spirito che l’Antichità stabilì saggiamente una tregua durante i Giochi e che l’epoca moderna tenta regolarmente di riprendere questa felice tradizione. In questo periodo travagliato in cui la pace nel mondo è seriamente minacciata, auspico vivamente che tutti abbiano a cuore di rispettare questa tregua nella speranza di una risoluzione dei conflitti e di un ritorno alla concordia. Che Dio abbia pietà di noi! Illumini le coscienze di coloro che detengono il potere sulle gravi responsabilità che incombono su di loro, conceda agli operatori di pace il successo nei loro sforzi e li benedica”.
La preghiera fa crescere soprattutto l’umiltà e aiuta colui che ha sbagliato a riconoscere il suo errore, il suo peccato, il male che ha seminato. La cappella in ogni carcere è il luogo dove la fraternità s'incontra, è un luogo di mattoni, dove si accende la speranza, dove si è liberi di esprimersi come veri figli di Dio
Ero appena entrato per la prima volta in un carcere, inconsapevole del fatto che stavo mettendo in gioco le mie convinzioni di credente cattolico, il mio rapporto con Dio e con le persone
Nel luogo dove l’unica misura diventano i tuoi passi, dove ben presto ogni movimento fatica a mantenere la naturalezza, osservi, inesorabilmente, un corpo, in dialogo con le anonime fragilità, trasformarsi; nulla può essere rimosso, soltanto rimisurato: giorno, alba, mattino, sera, colazione, pranzo, cena e ogni altra attività mondana, non sono più dove li hai lasciati…non sei più a casa tua!
A conclusione dell’appuntamento, abbiamo chiesto all’arcivescovo di Benevento un bilancio della riunione, alla quale sono intervenuti il presidente e il segretario generale della Cei e una trentina di presuli da 14 regioni italiane. Al centro della riflessione le tre proposte concrete di mons. Brambilla
Questa mattina Papa Francesco ha fatto visita al centro estivo “Estate ragazzi in Vaticano”, accompagnato dal salesiano don Franco Fontana, responsabile dell’organizzazione delle settimane di attività fisica, educativa e spirituale del centro.