“Nessuna Chiesa, nessun popolo, nessun potere può pretendere di avere da solo l’ultima parola sulla verità”. Lo ha detto Isabella Guanzini, ordinario di teologia fondamentale all’Università di Graz, introducendo con la sua riflessione biblica la terza giornata della Settimana sociale dei cattolici in Italia, in corso al Trieste sul tema: “Al cuore della democrazia”.
Da Taranto a Trieste e oltre. A Treviso è nata la prima comunità energetica rinnovabile di una diocesi italiana. Mons. Tomasi: "l'obiettivo è fare produzione e consumo simultaneo, anche per aiutare le famiglie che non ce la fanno a pagare le bollette".
L’incontro si è svolto in una delle “Piazze della Democrazia” di Trieste dedicata al tema della Conversione ecologica. Un momento di confronto dal quale è salito forte l’invito a convertire lo sguardo verso le problematiche ambientali, a cambiare stili di vita e a prendere coscienza delle potenzialità che ogni comunità di cittadini, se responsabile e consapevole, può mettere in campo per rendere migliore la vita della terra e dei poveri
“Non possono esistere invisibili in un tessuto democratico. Se ciò che desideriamo nelle istituzioni è la giustizia e se ciò che desideriamo nella democrazia è l’universalizzazione di questa giustizia, non possiamo non desiderare la partecipazione di tutti. Si tratta di quella che Bergoglio già nel 2010 chiamava una ‘democrazia ad alta intensità’. Ogni filo che manca è un buco nel tessuto ecclesiale e sociale”.
Tornano all’ordine del giorno del Sinodo, l’organo che controlla la “Chiesa di Inghilterra” e che si riunirà a York dal 5 al 9 luglio, le cosiddette “Preghiere di amore e di fede”, cerimonie per celebrare coppie omosessuali stabili, unite civilmente dalla legge britannica. Si tratta di un tema che divide profondamente la chiesa di stato inglese, come era emerso già durante il Sinodo del febbraio dello scorso anno, quando queste liturgie su base volontaria, che nessun pastore anglicano sarà obbligato a celebrare, avevano ricevuto un primo voto positivo.
“C’è un clima di gioia, che parte dalla consapevolezza di essere presente dentro un evento percepito come importante. E sia il cardinale Zuppi che il presidente Mattarella hanno dato ragione a questa importanza”.
La sua attenzione ai luoghi della “marginalità” è corroborata da un gesto di grande significato simbolico: il presidente emerito della Consulta, Giovanni Maria Flick, ha messo la sua biblioteca privata professionale a disposizione dell’amministrazione penitenziaria ed è ora allocata nel carcere di Rebibbia