Il segretario generale della Cei traccia per il Sir un primo bilancio della Settimana sociale di Trieste, a partire dal discorso del Papa ai 1.200 delegati. "La partecipazione, per noi credenti, non è solo un dovere civico, ma un'esperienza d'amore radicata nelle virtù teologali"
Di fronte alla grandezza e alla maestosità, ma anche ai potenziali pericoli che la natura porta con sé l’uomo è chiamato ad assumere un atteggiamento che gli fa sperimentare il senso del suo limite
Una riflessione, quella del Papa, che domanda un rinnovato impegno dei cattolici nel sociale e nel politico, dunque, perché Dio “si nasconde negli angoli scuri della nostra vita e della nostra città”
“Ci siamo incontrati in questi giorni in occasione della 50ª Settimana sociale dei cattolici in Italia per riflettere sulle sfide attuali della democrazia. Siamo una realtà plurale, accomunata dall’appartenenza ecclesiale, e riconosciamo tale condizione come una ricchezza che ci anima ancora di più nella ricerca quotidiana di ascolto attento, confronto leale, dialogo paziente e collaborazione costruttiva. Siamo altresì consapevoli che in questo tempo, attraversato dalla violenza della guerra e dalla crescita delle disuguaglianze, la democrazia è un bene sempre più fragile che esige una cura che non può escludere nessuno”.
"Ricercare e ricreare le condizioni per un nuovo protagonismo culturale, sociale e politico dei cattolici, permettendo a una nuova generazione di leader di esserne interpreti, per colmare il vuoto di pensiero, di senso, di idealismo, di fede, d’impegno per contrastare la progressiva afasia pubblica dei cattolici e l’irrilevanza sociale della nostra laicità cristiana" Lo dice al Sir Salvatore Martinez, presidente di AnimAzione. L'evento di Trieste è stata l'occasione per presentare buone prassi, come Lab.Ora e Cuori pensanti.
“Da Trieste, città affacciata sul Mar Mediterraneo, crogiuolo di culture, di religioni e di popoli diversi, metafora di quella fratellanza umana cui aspiriamo in questi tempi oscurati dalla guerra, possa scaturire un impegno più convinto per una vita democratica pienamente partecipata e finalizzata al vero bene comune”.
“I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. […] Risiedono in città sia greche che barbare… Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri… Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati… I cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo”.
Il Piccolo Cottolengo di Don Orione si trova in via Ippolito 9 a Santa Maria La Longa (Udine), sulla strada che collega Udine a Palmanova. Ma in questi giorni si è “trasferito” a Trieste, nei Villaggi delle buone pratiche a disposizione di cittadini e convegnisti della Settimana sociale, nella parte degli stand dedicati alla disabilità intorno a piazza Ponterosso.