La COP28 alla luce della “Laudate Deum”. E ora?

Un webinar lunedì 22 gennaio“… Il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura”. Lo scrive papa Francesco nella “Laudate Deum”, l’esortazione apostolica pubblicata immediatamente prima della COP28 che si è riunita a Dubai nel dicembre scorso.

Israele e Hamas. Padre Faltas a Sarsina: “Educare alla pace”. Appello ai pellegrini: “Tornate! e pregate”

“Educare alla pace è, e deve essere, un impegno, un bisogno, una necessità. Non si possono, infatti, lasciare spazi a violenza, odio e vendetta. È un bisogno per la gente che da molti anni non vede che morte, sofferenza e distruzione ed è un bisogno cercare di cancellare dagli occhi e dal cuore dei bambini la vergogna della guerra”. È quanto dichiarato da padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, che domenica 14 gennaio, a Sarsina (Fc), ha partecipato all’incontro-testimonianza “Scenari di guerra e semi di speranza”. Questo il resoconto della serata, presente anche il vescovo Douglas Regattieri, pubblicato dal settimanale della diocesi di Cesena-Sarsina “Corriere Cesenate”

Ecumenismo e dialogo. Mons. Olivero (Cei): “In tempo di conflittualità e rabbia, chiamati ad essere fermento di unità e relazione”

Il 17 gennaio si celebra la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che ha per tema quest'anno "La speranza contro ogni antisemitismo" mentre dal 18 al 25 gennaio si svolge la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, dice: “Non siamo né ottimisti né pessimisti, siamo speranzosi dove la speranza non vuol dire che andrà tutto bene. Avere speranza significa essere capaci di avere ancora dei sogni e di averli anche al buio, perché sappiamo che non c’è oscurità che non sia abitata da Gesù Cristo”

Papa Francesco: il suo messaggio per la 32a giornata del malato dell’11 febbraio 2024

«Anche nei Paesi che godono della pace e di maggiori risorse, il tempo dell’anzianità e della malattia è spesso vissuto nella solitudine e, talvolta, addirittura nell’abbandono. Questa triste realtà è soprattutto conseguenza della cultura dell’individualismo, che esalta il rendimento a tutti i costi e coltiva il mito dell’efficienza, diventando indifferente e perfino spietata quando le persone non hanno più le forze necessarie per stare al passo».