Si è celebrata a Seul, nella cattedrale di Myeongdong, una messa per la pace e la riconciliazione nella penisola coreana. Negli ultimi giorni, è salita la tensione tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. Pyongyang ha compiuto "esercitazioni" sparando ripetutamente sull'isola sudcoreana di Yeonpyeong e provocando la reazione di Seul, che ha a sua volta iniziato a sparare colpi d'artiglieria. Nell’omelia mons. Job Yobi Koo, vescovo ausiliare di Seul, ha detto: “È il momento di lasciar cadere l’odio per percorrere il cammino mostrato da Gesù. Preghiamo insieme affinché possiamo diventare apostoli della pace”
In un'epoca di crescenti conflitti e sfide etiche, ancora una volta risuonano forti le parole di Papa Francesco pronunciate ieri, 8 gennaio, nel suo discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Con dolore, infatti, il Pontefice ha ancora una volta descritto un mondo frammentato da “un crescente numero di conflitti”, che di fatto configurano una sorta di “terza guerra mondiale a pezzi”. E, allargando poi lo sguardo, Papa Francesco ha voluto sottolineare un’altra essenziale condizione per la pace autentica e duratura: “il rispetto della vita, di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, che non può essere soppressa, né diventare oggetto di mercimonio”
Migrazioni e migranti come fenomeno epocale e incontro di persone e popoli: è stato questo il tema, affrontato da più versanti, della “due giorni” di confronto e approfondimento che ha impegnato i Vescovi del Triveneto insieme a 3 rappresentanti di ciascuna Diocesi della Regione - sacerdoti, diaconi e fedeli laici -, a Cavallino (Venezia) presso la Casa diocesana di spiritualità S. Maria Assunta.
Prima di chiedere la licenza per guidare il taxi, p. Paul ha chiesto il permesso alla sua comunità religiosa di poter lavorare in quello che è il suo giorno di riposo
Con l’Epifania, il Figlio dell’Uomo cambia i piani di chi pensa che tutto sia calcolabile e fa inginocchiare davanti a sé anche quelli che avrebbero sempre una risposta per tutto
Il Santo Padre dedica alla pace il tradizionale discorso di inizio d'anno al Corpo diplomatico, in un mondo dove la terza guerra mondiale a pezzi si è trasformata "in un vero e proprio conflitto mondiale". "Le vittime civili non sono danni collaterali. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni. Se riuscissimo a guardare ciascuno di loro negli occhi, a chiamarli per nome e ad evocarne la storia personale, guarderemmo alla guerra per quello che è: nient’altro che un’immane tragedia e un’inutile strage, che colpisce la dignità di ogni persona su questa terra"