Dalle parole pronunciate appena eletto arcivescovo di Bologna a quelle di questi giorni, dedicate al dramma della guerra e all'urgenza della pace. Ecco alcuni stralci del "sentire ecclesiale" del nuovo presidente della Cei, il card. Matteo Maria Zuppi, che succede al card. Gualtiero Bassetti
Ottavo tutorial WeCa in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Con Claudia Di Lorenzi, Ufficio Stampa del Dicastero Vaticano
Al Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, nominato da Papa Francesco, questa mattina, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), l’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani (WECA) desidera esprimere il più vivo augurio per il cammino alla guida della Chiesa italiana con il tratto umano, sapiente e pastorale che, da sempre, accompagnano ogni suo passo in una comunicazione promossa in continuo spirito di incontro, ascolto e comunione.
“Vivere in obbedienza del primato, nella collegialità e nella sinodalità. Sono queste le tre dinamiche che mi accompagnano e di cui mi sento tanto responsabile”.
Il card. Matteo Maria Zuppi è stato nominato presidente. Sono le parole chiave del messaggio del card. Bassetti, il predecessore, che mons. Zuppi sente anche al cuore del suo mandato. Le prime parole: «Restiamo uniti nella sinodalità, nella comunione e nella preghiera»
Il progetto Safe risponde alla chiamata di Papa Francesco nella lettera al Popolo di Dio dell’agosto 2018, in cui il Santo Padre diceva: “l’unico modo che abbiamo per rispondere a questo male che si è preso tante vite è viverlo come un compito che ci coinvolge e ci riguarda tutti come Popolo di Dio”. Un popolo di Dio, quello coinvolto dal progetto Safe, fatto di laici e laiche che sono mamma e papà, allenatori e allenatrici, dirigenti sportivi, educatrici ed educatori in percorsi associativi parrocchiali e diocesani, insegnanti, e anche con alcuni sacerdoti impegnanti nella pastorale giovanile, dello sport e familiare, per due anni si è formato per promuovere ambienti educativi sicuri laddove ciascuno vive la sua quotidianità
Grande è l’impegno del Servizio regionale: promossi incontri on line e in presenza di formazione e informazione. In quasi tutte le diocesi sono stati attivati i centri di ascolto. Molte le donne referenti. Finora giunte pochissime segnalazioni