La leggenda narra che in Baviera a metà del '600 più di quattrocento paesi e villaggi rappresentarono la Passione e scacciarono la peste, in modo che nessun altro ne morisse.
Nel maggio 2022 in molti paesi e nelle periferie delle città persone e famiglie si stanno ritrovando in piccoli spazi tra le case abbelliti da fiori e lumini per la recita del rosario.
Nuovo appuntamento per i referenti diocesani del Cammino sinodale che, a distanza di due mesi, si ritrovano a Roma per il loro secondo incontro nazionale.
C’è anche una “santa dei due mondi” tra coloro che verranno canonizzati domenica prossima in piazza san Pietro da Papa Francesco: madre Francesca Rubatto, al secolo Anna Maria Rubatto, nata a Carmagnola (Torino) nel 1844 e morta a Montevideo, capitale dell’Uruguay, nel 1904. In lei si fondono la “santità della carità” piemontese del diciannovesimo secolo e l’attenzione al popolo, e l’intensità tutta latinoamericana nella vicinanza ai poveri, ai malati, ai bambini. Dall’altra parte dell’Oceano è considerata, con fondati motivi, “la prima santa dell’Uruguay”. Soprattutto, può essere considerata una vera santa “del quotidiano”, anticipatrice di quella “Chiesa in uscita” invocata da Papa Francesco
Fratel Carlo è una figura che mi ha sempre affascinato per la sua risposta radicale all’amore di Dio. Era una persona santamente inquieta, mosso dal desiderio di imitare Gesù. La sua testimonianza così limpida è un invito a vivere da innamorati di Cristo. Si può amare Dio con i sintomi dell’innamoramento? I grandi santi dicono di sì. Noi possiamo amare perché siamo stati amati per primi da Dio. E l’amore di Dio per noi non è un amore qualunque: è un amore folle, da innamorato pazzo, appunto.
Il magistero del Papa del sorriso analizzato per la prima volta nel convegno della Fondazione Vaticana alla Pontificia Università Gregoriana. In un messaggio Papa Francesco ha così descritto il suo predecessore: “Uomo saggio e umile che ha saputo parlare di Dio con semplicità evangelica”
Fratel Paolo Maria, alla guida dei Piccoli fratelli Jesus Caritas dell’Abbazia di Sassovivo (Foligno), tratteggia la figura del “fratello universale” che sarà canonizzato domenica 15 maggio dal Papa. Dopo una vita inquieta, “ha cercato di essere ultimo tra gli ultimi, come il suo modello: Gesù”. “Oggi abbiamo bisogno di esempi, limpidi e coerenti”. E il cammino sinodale? “Per una Chiesa inclusiva, che abiti il quotidiano”