C’ è anche Thiene nel tavolo di lavoro attivato da Provincia di Vicenza e gestori dell’Autostrada A4 per coinvolgere i sindaci dei Comuni interessati alle opere
C’è una forte e crescente richiesta di interventi emergenziali - soprattutto dopo gli anni critici della pandemia - che il Servizio sanitario nazionale non riesce a soddisfare
“Il vaso è pieno!”. “Di fronte all’aumento dei costi che vi schiacciano, alle norme sempre più restrittive che vi vengono imposte, ai controlli permanenti, alle procedure amministrative eccessive, soffrite fino a gridare disperati”. Anche i vescovi francesi si schierano a fianco degli agricoltori. In una serie di messaggi e dichiarazioni pubbliche i vescovi scendono in campo assicurando la loro piena solidarietà ad un mondo agricolo in affanno
L'indagine è stata condotta nell'ultimo anno dall'Ires Emilia-Romagna, l'istituto di ricerche sociali della Cgil, e presentata questa mattina a Bologna. Coinvolti 642 giovani: "Nonostante i percorsi comuni coi coetanei e la lingua parlata e pensata, cioè l'italiano, trattati ancora come eterni ospiti, eterni immigrati"
Ad un incontro, a Tel Aviv, promosso dall'American Jewish Committee (Ajc) la testimonianza di alcuni familiari dei 136 ostaggi ancora in mano ad Hamas: “Viviamo in un incubo senza fine - dicono - la lezione dell’Olocausto, ‘Mai più’, non è stata compresa, perché sta accadendo di nuovo sotto gli occhi del mondo". La campagna "Riportiamoli a casa adesso" va avanti tra attesa, speranza, angoscia e paura
Ennesimo appello di Papa Francesco, all'udienza del 24 gennaio, per la pace a Gaza e in Ucraina e per la fine di tutte le guerre. Appello raccolto dal vicario della Custodia di Terra Santa, che al Sir parla dei tanti bambini morti nell'enclave palestinese e di un progetto per portare e curare in Italia alcuni piccoli feriti. “Il bene rivolto a questi bambini sarà il risultato di un'azione comune proiettata verso la pace”, spiega il francescano
L’utilizzo del fenomeno migratorio per consolidare il proprio potere è uno degli aspetti meno conosciuti del regime imposto dal presidente Daniel Ortega e dalla moglie e vicepresidente, Rosario Murillo. Eppure, è quello che sta accadendo da tempo in uno scenario di crescente isolamento internazionale del Paese centroamericano. La strategia più raffinata, e ultima in ordine di tempo, consiste nell’utilizzare la migrazione per colpire gli Stati Uniti. A spiegarlo al Sir è Manuel Orozco, politologo nicaraguense in esilio, direttore del programma Migrazione, rimesse e sviluppo del Dialogo interamericano