“In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti”. Così il Papa, durante l'udienza di oggi, ha commentato la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Al termine, un appello per "un mondo senza armi nucleari".
“Questa mattina, nell’atrio dell’Aula Paolo VI, mentre prosegue il piano di vaccinazione dello Stato della Città del Vaticano, un primo gruppo di circa 25 senza fissa dimora ospitati stabilmente dalle strutture di assistenza e residenza dell’Elemosineria Apostolica ha ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid-19. Altri gruppi si susseguiranno nei prossimi giorni”.
“In occasione del suo insediamento come 46° Presidente degli Stati Uniti d’America, rivolgo cordiali auguri e l’assicurazione delle mie preghiere affinché Dio Onnipotente le conceda saggezza e forza nell’esercizio del suo alto ufficio”.
“L’Ue dovrebbe garantire che nessuno muoia in mare a causa della mancanza di aiuti e che il diritto internazionale sia rispettato in materia di non respingimento e sbarco”. I migranti e i rifugiati che sono “bloccati nei Paesi di transito e che stanno subendo gravi violazioni dei diritti umani dovrebbero essere aiutati a lasciare quel paese e tornare o nel loro paese d’origine o in un altro paese sicuro”.
“Gli strumenti più utilizzati per porsi in relazione con gli altri sono rispettivamente WhatsApp/Telegram (utilizzati per questo scopo specifico dal 56,0% dei rispondenti) e le e-mail (54,0%), dispositivi digitali ampiamenti utilizzati anche per collaborare e favorire la partecipazione”.
In vista della Domenica della Parola, che si celebra il prossimo 24 gennaio, l’arcidiocesi di Vienna lo ha intervistato e ha raccontato la sua storia su Fb e sulla sua pagina web.
“Abbiamo sentito la necessità di istituire questa Giornata per riscoprire le radici che ci legano in maniera profonda all’ebraismo”, spiega al Sir il presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei. “Il nostro incontro vuole quindi essere un grande segno per tutti: c’è una fraternità universale che si può scoprire solo nell’incontro tra diversi. La risposta più bella alla pandemia è dire: siamo diversi ma la nostra diversità è una ricchezza e non un motivo che ci costringe a costruire muri e separazioni. Siamo diversi ma non per questo non possiamo non dire di essere tutti fratelli e sorelle di un’unica grande famiglia umana”