Il presepio artistico di Villa del Conte. Arte e fede si incontrano da quasi 60 anni

Il presepio artistico in animazione di Villa del Conte è nato nel 1958 e da allora non ha mai smesso di crescere, attirando migliaia di visitatori da tutto il mondo. I movimenti dei personaggi sono articolati e non meccaniche ripetizioni. Gli sfondi cambiano grazie a un sistema di specchi.

Il presepio artistico di Villa del Conte. Arte e fede si incontrano da quasi 60 anni

C’è quella cura dei particolari tipica delle cose fatte con amore nel presepio artistico di Villa del Conte.

C’è la Madonna che abbassa lo sguardo quando Giuseppe chiede un riparo per la notte, e l’acqua che si trasforma in vino. Un miracolo… della tecnologia.

Non per niente, in quasi sessant’anni di vita, questo presepio artistico in animazione ha affascinato migliaia di visitatori da tutto il mondo. L’artefice è Igino Tonin, che gli diede vita nel 1958, quando di presepi quasi non ce n’erano, e che per questo ottenne l’onorificenza vaticana Augustae Crucis Insigne. L’animazione, supportata dal lavoro di congegnatore meccanico di Igino, arrivò nel 1965, grazie a una squadra composta dai suoi due fratelli Luigi e Pietro, che modellavano le statue, e dalla sarta Anna Reato, che ne cucì gli abiti. Un’intesa così profonda che portò fino all’altare.

Ogni anno il presepio si arricchiva di una nuova scena, fino ad assumere, nell’86, le dimensioni attuali, una sala di 15 metri per 20, con otto metri di altezza per permettere una scenografia con sfondi riflessi a specchio. Nell’89 Villa del Conte ospitò il XX congresso nazionale dell’associazione “Amici del Presepio”, con delegati da tutta Italia, Francia, Austria e Svizzera. Vennero poi introdotte due nuove tematiche: il ricordo degli anni Cinquanta, quando l’opera venne iniziata, ed episodi del vecchio e nuovo testamento: Gesù all’inizio della vita pubblica, il suo battesimo, le nozze di Cana. Attualmente del presepio si occupano due ragazzi, Luca Biotto e Silvio Magrin, insieme a Marinella, figlia di Igino e Anna. I bambini che hanno sgranato gli occhi davanti a quest’opera di ingegno e di passione, tornano coi figli e i nipoti, e si stupiscono ancora.

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