L'editoriale di luglio

Il desiderio ha a che fare con le stelle. Non mi è difficile immaginare un cielo gremito di luci, come ho contemplato più volte, e fare memoria di quell’apertura di occhi e di cuore che sembra volersi riempire il più possibile di bellezza. Il desiderio ha a che fare con i sogni. «Che cosa vuoi fare da grande?» mi chiedevano quand’ero bambina. La mia risposta era sempre alla ricerca di qualcosa di sorprendente, di grande, più di quanto potessi capire allora.

L'editoriale di luglio

Il desiderio ha a che fare con le stelle. Non mi è difficile immaginare un cielo gremito di luci, come ho contemplato più volte, e fare memoria di quell’apertura di occhi e di cuore che sembra volersi riempire il più possibile di bellezza. Il desiderio ha a che fare con i sogni. «Che cosa vuoi fare da grande?» mi chiedevano quand’ero bambina. La mia risposta era sempre alla ricerca di qualcosa di sorprendente, di grande, più di quanto potessi capire allora. Il desiderio ha a che fare con la realtà. Perché tra i grandi sogni e la loro realizzazione ci sta una quotidianità lunga, intensa, difficile, l’unica capace di radicarsi al suolo e inerpicarsi verso il cielo. Il desiderio ha a che fare con la decisione. E decidere vuol dire tagliare, sfrondare ciò che è inutile, ma anche scegliere una sola strada, quella che porta alla felicità. Infine il desiderio ha a che fare con Dio, che lo pone dentro ciascuno di noi insieme a tutto ciò che ci occorre per realizzarlo.
Il discernimento è la strada che porta dalle stelle a Dio passando attraverso la terra della nostra vita, per rispondere al richiamo di una parola che si fa bellezza, appello, sogno, quotidianità, promessa di gioia profonda. Perché quel desiderio posto nel nostro cuore non è altro che la voce di Dio che ci chiama per nome.

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