l’editoriale di gennaio

Buon anno nuovo! È l’augurio ricorrente in questi giorni. Cambiano giorno e mese nel calendario e un’unità scatta in avanti, quasi a chiudere un tempo e aprirne un altro, archiviando eventi e situazioni da ricordare con gioia o da mettere nel cassetto per dimenticare. «Chissà che l’anno nuovo sia meglio di quello vecchio», mi capita di sentirmi dire. Eppure i giorni del calendario, per quanto vi sia un’unità in più, si ripropongono sempre allo stesso modo. Che cosa rende nuovo l’anno davanti a noi? Cos’è quel “meglio” che ci attende?

l’editoriale di gennaio
Buon anno nuovo! È l’augurio ricorrente in questi giorni. Cambiano giorno e mese nel calendario e un’unità scatta in avanti, quasi a chiudere un tempo e aprirne un altro, archiviando eventi e situazioni da ricordare con gioia o da mettere nel cassetto per dimenticare. «Chissà che l’anno nuovo sia meglio di quello vecchio», mi capita di sentirmi dire. Eppure i giorni del calendario, per quanto vi sia un’unità in più, si ripropongono sempre allo stesso modo. Che cosa rende nuovo l’anno davanti a noi? Cos’è quel...

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