La giornata di domenica 11 settembre

Perdere, cercare, trovare Giovanni, il mezzano dei nostri tre figli, quattro anni, fra le bancarelle della festa paesana in Svizzera: minuti interminabili di ricerca spasmodica, gridando il suo nome; poi l’abbraccio, la gioia singhiozzata, il racconto a chi non era con noi, rivivendo quegli attimi di angoscia con gli occhi che brillano e il cuore in festa. Cuore di madre, cuore di padre. Pensavo di rimproverarlo perché si era allontanato, eppure gli avevo detto di darmi la mano in mezzo alla folla; ma ora siamo di nuovo insieme, tutto è dimenticato.

La giornata di domenica 11 settembre

Perdere, cercare, trovare Giovanni, il mezzano dei nostri tre figli, quattro anni, fra le bancarelle della festa paesana in Svizzera: minuti interminabili di ricerca spasmodica, gridando il suo nome; poi l’abbraccio, la gioia singhiozzata, il racconto a chi non era con noi, rivivendo quegli attimi di angoscia con gli occhi che brillano e il cuore in festa. Cuore di madre, cuore di padre. Pensavo di rimproverarlo perché si era allontanato, eppure gli avevo detto di darmi la mano in mezzo alla folla; ma ora siamo di nuovo insieme, tutto è dimenticato.
Con le parabole della misericordia di Dio, pietre preziose del vangelo di Luca, Gesù mostra con evidenza la tenerezza del Padre nostro dei cieli, che ha messo nel cuore dell’umanità briciole di quella tenerezza, normale con i figli, soprattutto quando sono piccoli e bisognosi di tutta la nostra attenzione; tanto più difficile quando crescendo decidono di fare di testa loro; ancora tanto più difficile con i farisei e gli scribi di oggi, i perfettini, i testoni dalla dura cervice, vertebre cervicali che non si piegano, non accennano mai a un sì accondiscendente, induriti da pregiudizi che non lasciano spazio a chi pensa e si comporta diversamente, quindi irrimediabilmente lontano.
Il popolo che adora il vitello di metallo fuso, i farisei, gli scribi e lo stesso Saulo sono così religiosi! Si prostrano davanti all’altare, ma la testa non si piega, la mente è lontana dal cuore di Dio, del quale riconoscono la grandezza, ma non la misericordia. Le parabole sono per loro, anch’essi fanno parte della famiglia di Dio. Quando riconosceranno che l’abbraccio è possibile con i fratelli che giudicavano indegni, anche a loro il Padre non farà mancare il suo abbraccio; per lui nessuno dei figli è irrimediabilmente lontano e perduto, è dall’eternità che ci aspetta tutti a casa. Per assomigliare un po’ di più al Padre, il quale non smette mai di cercarci, le opere di misericordia da compiere sono gli stessi comportamenti che abbiamo avuto nei confronti dei nostri figli, che abbiamo nutrito, vestito, curato, consigliato, ammonito, consolato, perdonato; con lo stesso spirito di dedizione che l’essere genitori rende naturale, istintivo.

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