La giornata di domenica 2 agosto

Lo schermo del telefono si illumina: qualcuno mi ha inviato un’immagine. La osservo: ritrae un piccolo appezzamento di terra, tutta erbacce e zolle. Nell’immagine, non c’è nient’altro. Me la manda una giovane coppia di amici: è la terra su cui costruiranno la loro casa e la loro famiglia.  Per il resto della giornata, non riesco a distogliere il pensiero da quel pezzo di terra. Penso a quante altre cose avrà bisogno per diventare casa e per diventare famiglia.

La giornata di domenica 2 agosto

Lo schermo del telefono si illumina: qualcuno mi ha inviato un’immagine. La osservo: ritrae un piccolo appezzamento di terra, tutta erbacce e zolle. Nell’immagine, non c’è nient’altro.
Me la manda una giovane coppia di amici: è la terra su cui costruiranno la loro casa e la loro famiglia. Per il resto della giornata, non riesco a distogliere il pensiero da quel pezzo di terra. Penso a quante altre cose avrà bisogno per diventare casa e per diventare famiglia. Penso che la gioia e l’amore non basteranno a costruire i muri e pagare l’architetto, il geometra, l’idraulico, il muratore. Di quanta concretezza necessita la nostra vita, di quanto cibo, mattoni, soldi, necessitano i nostri sogni.
L’affermazione di Gesù ci risulta difficile da capire e da accettare: basta davvero lui? Basta lui per non avere più bisogno d’altro?
Dio nutre il popolo d’Israele nel deserto con la manna, perché in quel momento i suoi figli hanno bisogno di cibo. Quello stesso Dio Padre ci nutre con qualcosa di diverso, ma non meno concreto ed essenziale, con il suo figlio unigenito. È il pane della vita, la Parola, il cibo dell’anima.
Fa come tutti i padri: si preoccupa di procurare ai figli ciò di cui hanno bisogno per crescere e per vivere bene. Non dimentica allora l’importanza di cibi impalpabili come la passione, l’entusiasmo, la speranza, la bellezza e la giustizia. Dà senso al vivere quotidiano, al passare dei giorni e delle ore, alle attese, alle gioie e anche alle sofferenze. La famiglia di Dio diviene lo spazio e il tempo dell’amore, della condivisione, della crescita bella, profonda, preziosa.
Ci nutre dell’essenziale, che solo in apparenza è invisibile agli occhi.
Il pane di vita si fa concretezza, si fa gesto, passo, cammino, scelta.
Anche oggi, Dio Padre mostra il profondo amore che prova nei confronti di ciascuno dei suoi figli, sparsi in ogni parte del mondo. Sono e siamo quanto mai affamati di giustizia, di libertà, di pace. Ci dona dunque il cibo che non ha fine e non ha confine, che profuma di speranza e di carità. Ci dona il rifugio e il sostegno cui appellarci anche quando sembrerà tutto finito. Ma in Gesù, ogni cosa è eterna. Tutto passerà, ma non la sua parola.
Costanza Biasibetti

Scarica la pagina in pdf

Copyright Difesa del popolo (Tutti i diritti riservati)
Allegato 08atpag07e08e09.pdf (671,89 kB)