La giornata di domenica 22 agosto

Questa parola è dura! Chi può ascoltarla? Giovanni 6,60

La giornata di domenica 22 agosto

«Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». In questo passo di Giovanni ci troviamo dinanzi a una crisi di relazioni, una crisi provocata dall’accettare l’identità di Gesù come Messia, come inviato dal Padre quale Figlio. Così come la crisi che si era trovato ad affrontare Giosuè dinanzi alle tribù di Israele, circa il servizio al Signore oppure agli dei. Parole dure quelle di Gesù, che urtavano gli orecchi dei discepoli che lo seguivano: come si fa a credere in Gesù, il quale afferma che le sue parole sono spirito e vita? Come si fa ad accettare un uomo che si proclama disceso dal cielo e addirittura, ancora più scandaloso, si consegna agli uomini? Sono parole impossibili da ascoltare! Eppure Gesù non ha paura di dire tutta la verità a costo di causare una divisione tra i suoi e un abbandono della sua sequela. Gesù fa questo attacco soffrendo tutto il peso dell’incredulità, della non comprensione da parte di quelli che erano coinvolti con lui e assidui alla sua parola. Gesù, allora, non può fare altro che constatare che in realtà nessuno può venire a lui se il Padre non lo attira, non glielo concede. Occorre questo dono che va cercato, va accolto senza nessun merito da parte di chi lo riceve.

Qui la fede inciampa nel dover accogliere l’immagine di un “Dio al contrario”, di un “Messia al contrario”, che è fragile, povero, debole e del quale gli uomini possono fare ciò che vogliono… È lo scandalo dell’umanizzazione di Dio! La fede cristiana a volte preferisce un Dio sempre e solo onnipotente, un Dio che non può diventare umano. Ma se il cristianesimo fosse un mero ragionamento umano allora sarebbe solo una questione di allenamento, funziona così con la memoria o con la matematica… col cristianesimo non funziona così, perché ha un di più che non si riesce a contenere. La fede è un’esperienza non solo della testa ma di tutta la persona, ecco perché a volte ci capita di allontanarci solo perché non siamo riusciti a tenere tutto sotto controllo con la nostra testa. 

Signore, non sempre capiamo tutto, ma in fondo sappiamo che ci conviene rimanere. Un giorno capiremo. Oggi Gesù ci fa una domanda: «Sei disposto a rimanere anche davanti a ciò che non puoi controllare fino in fondo?». Si può andare via, oppure si può rimanere alla maniera di Pietro, con la motivazione che in fondo non ci conviene lasciare ciò che ci ha fatto sperimentare una vita viva, quella vita che tutti cerchiamo. 

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