Cinque giorni per creare comunità

L’obiettivo più importante della sagra di Vighizzolo d'Este è quello di puntare sulle persone del paese e creare aggregazione. Il secondo obiettivo è contribuire al restauro della chiesa, iniziato a fine giugno, che riporterà la sede della comunità parrocchiale al suo splendore originario. Si festeggia la Madonna della Neve dal 3 al 6 agosto.

Cinque giorni per creare comunità

La festa paesana, intitolata alla Madonna della neve, prenderà il via sabato 2 agosto e continuerà, ogni sera, fino a mercoledì 6.
Quest’anno, però, la kermesse verrà introdotta, venerdì 1° agosto, da una serata d’anteprima, nella quale ricordare un amico scomparso troppo presto: «Il 5 febbraio – spiega Fiammetta Aldegheri del comitato organizzatore – è mancato improvvisamente Cristian Bruscagin, nostro giovane compaesano. A sei mesi di distanza, vogliamo dedicargli una serata di karaoke, lo stesso karaoke che lui portava in giro per locali e piazze e per il quale, grazie alla sua simpatia, si era fatto conoscere».
Ogni sera ricco stand gastronomico, apprezzato in tutto il circondario: «Siamo specializzati sia nella carne che nelle specialità di pesce: dai bigoli alle lasagne, dalla grigliata al galletto ai ferri, dagli spaghetti allo scoglio alla frittura mista ce n’è per tutti i giusti».

Domenica messa allo stand
Momento più significativo dell’intera sagra la domenica mattina: il 3 agosto, infatti, alle 9 l’eucarestia non verrà celebrata in chiesa, ma all’interno dello stand gastronomico, tra i banchi di legno e l’aria ancora fragrante di costicine e di bigoli al ragù. «È una tradizione, questa, iniziata dal mio predecessore – spiega il parroco di Vighizzolo d’Este don Cristiano Marsotto – che vuole essere segno di apprezzamento verso tutti i volontari, ma anche simbolo della volontà da parte nostra di mostrare come la comunità viva la sua festa anche all’esterno della chiesa, unendo praticanti e non praticanti».
Don Cristiano ammette: «È una cosa che ho capito vivendola e celebrandola. È una parte della sagra a cui tengono in molti. La chiesa, anche in questi momenti, vuole davvero dimostrare di accogliere tutti. Come dice papa Francesco dobbiamo essere una “chiesa in uscita”. Per una volta all’anno, è bello esserlo anche fisicamente».
In sagra torna poi la grande mostra dell’artigianato locale: «Persone del paese, con materiale di recupero, producono oggetti di decoro e di arredamento. Ma ci sono anche signore che lavorano all’uncinetto, e c’è chi sfoga la sua fantasia nel legno».
Tutti però, anche gli adulti più seri, torneranno bambini perdendosi con gli occhi e con la fantasia nell’immenso plastico ferroviario, che occupa un’intera stanza del centro parrocchiale, installato da un’associazione di Lendinara. Durante i giorni di festa sarà poi possibile tentare la sorte con la pesca di beneficienza o divertirsi tra le giostre del luna park.
Molto varia la colonna sonora di serata in serata: canti degli alpini e di un gruppo di Farra D’Alpago sabato 2, liscio e latino americano domenica 3 e mercoledì 6, country lunedì 4 e zumba martedì 5. Alle 24 di mercoledì 6 agosto, ultimo giorno di sagra, spettacolo pirotecnico offerto dal comune.

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