Una regione pendolare

I flussi pendolari per lavoro o studio sono eloquenti: Venezia oltre a dialogare con i comuni della città metropolitana, vede in entrata e uscita spostamenti quotidiani con Padova e Treviso. Un dato che conferma la capillare e imprescindibile rete tra questi tre centri.

Una regione pendolare

Sempre meno veneti possono dirsi “privilegiati” avendo la possibilità di raggiungere il posto di lavoro e di studio in meno di un quarto d’ora.
In un rapporto statistico pubblicato dalla Regione Veneto nel 2016 e che utilizza i dati dell’ultimo censimento, emerge infatti che fra il 1991 e il 2011 è diminuita la quota sopra indicata (era 64,1 per cento nel 1991, siamo a 56,5 per cento nel 2011), mentre è aumentata quella di chi ci impiega più di un’ora (3,2 per cento nel 1991, 4,1 per cento nel 2011).

Essere pendolare in Veneto significa spostarsi su molteplici assi di direzione: all’interno dello stesso capoluogo, dalla provincia al capoluogo di riferimento, oppure da un capoluogo all'altro.

Venezia rimane il comune che in maggior misura riesce a muovere persone verso il proprio perimetro, subito seguita da Padova e Verona.
Il lavoro è la motivazione più frequente: se, infatti, questo incide almeno nel 60 per cento degli spostamenti, a Venezia la percentuale supera i 72 punti con un numero di arrivi giornalieri che oscilla sulle 130 mila unità. 
I movimenti per motivi di studio, invece, sono superiori alle 30 mila entrate al giorno, ma qui Venezia si trova in buona compagnia con Verona, Vicenza e Padova, ovvero i comuni con le scuole e le università più importanti e con l’offerta formativa più eterogenea.

Ma nell’analisi di dettaglio dei flussi di spostamento residenza - lavoro del 2011 fatta dal Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, oltre alla centralità della città metropolitana di Venezia, vengono considerati anche i territori relativi alle province di Padova e Treviso: lo scopo, infatti, è stato quello di verificare l’esistenza concreta di un livello avanzato di scambi, dialogo e interazione, sotto il piano dei flussi pendolari, tra questi tre territori.

Nell’area marcata dalla città metropolitana di Venezia, gli spostamenti totali sono 348 mila, il 71 per cento dei quali rappresentato da persone che risiedono e lavorano nella stessa zona d’interesse; gli spostamenti in entrata, circa 41 mila, sono comunque superiori a quelli delle altre province venete.

Del flusso regionale, quasi tutto proviene dalle province di Padova e Treviso, rispettivamente il 41 e il 50 per cento, ma anche gli spostamenti in uscita dalla città metropolitana si rivolgono prevalentemente verso Padova, con il 52 per cento, e Treviso con il 40 per cento. Da questi dati è già possibile capire la forte interazione esistente in questo triangolo.

Se poi si considerano i primi flussi di spostamento – ovvero quelli principali che caratterizzano i movimenti pendolari di un comune – oltre ai centri della città metropolitana, come Jesolo o Chioggia, che hanno come destinazione il comune di Venezia, ci sono realtà esterne come Padova Ovest che potrebbe di suo configurarsi come un centro di attrazione e che, invece, guarda a oriente, verso la laguna.
Un’ulteriore conferma della vicendevole influenza tra i tre centri col maggior impatto produttivo della regione.

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