Openfield 2016 guarda alla città futura

“Di generazione in generazione” è il titolo dell'evento sociopolitico che da oltre trent'anni caratterizza l'autunno della chiesa di Padova. Il 26 novembre in facoltà teologica arriveranno il presidente dell'Inps Tito Boeri, la ricercatrice Cristina Pasqualini e la biblista Rosanna Virgili.

Openfield 2016 guarda alla città futura

Obbligato ma complesso. È il passaggio generazionale che nell'Italia del 2016 sembra procedere al rallentatore, come un meccanismo imballato che riverbera effetti, a volte severi, sulla società. Comprendere le dinamiche alla base di questo fenomeno, riflettere sulle possibili soluzioni e volgere lo sguardo alla città futura è la missione della nuova edizione di Openfield, l'evento sociopolitico che da oltre trent'anni caratterizza l'autunno della chiesa di Padova.

Sabato 26 novembre, a partire dalle 9.30 nell'aula magna della Facoltà teologica del Triveneto, si terrà dunque il confronto, aperto dai saluti del vescovo Claudio Cipolla, tra il presidente dell'Inps Tito Boeri, Cristina Pasqualin, ricercatrice alla Cattolica di Milano e collaboratrice dell'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo. Il tutto sarà seguito dalla lettura biblica della realtà proposta da Rosanna Virgili, per il secondo anno ospite a Openfield. La mattinata, coordinata dalla giornalista Micaela Faggiani, prevede anche alcune video esperienze di giovani e adulti.

«Abbiamo riflettuto proprio a partire dall'edizione 2015 dedicata ai conflitti – spiega Filippo Doni, presidente dell'Azione cattolica di Padova, organizzatrice dell'evento con l'ufficio di pastorale sociale, Acli, Csi, Noi Padova – Per poi renderci conto che il passaggio tra generazioni non è esattamente un conflitto, semplicemente si è fatto complesso in tutti gli ambiti, a partire da quello politico, ma anche in quello economico e sociale in senso stretto».

Eppure, il passaggio di testimone che dà il titolo alla mattinata (“Di generazione in generazione”) è biologicamente inevitabile. Ma non solo. Vive anche della condivisione di valori e principi che, seppur percepiti in maniera diversa, accomunano giovani e adulti. «L'immagine simbolo – riprende Doni – è quella del “pavimento etico” illustrata da Luigi Alici a Openfield 2013. È evidente che generazioni diverse si muovono secondo differenti traiettorie su questo piano. Ma è altrettanto evidente che questo piano esiste ed è il collante della società. Si tratta di comprendere e comunicare esperienze distinte in base all'età».

Tito Boeri metterà a fuoco una delle tematiche in cui l'avvicendamento tra generazioni si sta facendo più farraginoso. Inps non significa solo pensioni e anziani, ma anche sostegno alla diusoccupazione giovanile e progettazione di una propria previdenza con uno sguardo che va oltre l'oggi da parte di chi è in piena attività lavorativa.

Ma c'è anche chi nel mondo del lavoro – e della politica, ma anche in quello ecclesiale – non riesce o non vuole entrare. È quanto emerge dal Rapporto Giovani dell'Istituto Toniolo della Cattolica, da cui partirà Cristina Pasqualin non tanto per parlare ancora una volta del dramma di una “generazione perdiuta”, ma per approfondire il tema dell'appartenenza – sociopolitica, economica e, appunto ecclesiale – come fattore in grado di fluidificare il passaggio tra generazioni.

Com'è ormai tradizione, Openfield 2016 sarà anche l'occasione per consegnare gli attestati a chi ha frequentato il biennio di formazione sociale e politica offerto dalla Fisp. Così il direttore, Luigi Gui: «Ci sono davanti a noi molti interrogativi a questo proposito. Ma il principale mi pare essere: come viene percepito il legame tra generazioni? È una questione ci continuità o di discontinuità? In questo senso Openfield non è un fine, ma un mezzo per tentare una riflessione pubblica, a partire dal punto di vista di chi ha responsabilità istituzionali, come Boeri, e dalla concrertezza dei dati da cui partirà Pasqualin. Il tutto nel framework di base creato dalla biblista Rosanna Virgili che ci permetterà di analizzare la realtà trascendendo dal limitato approccio sociologico o culturale».

Per partecipare è possibile iscriversi nella segreteria dell'Ac di Padova o anche on line su www.pastoralesociale.diocesipadova.it

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