La legalità nasce dai campi

Per il secondo anno consecutivo, Campolongo Maggiore, nel Veneziano, dal 26 luglio al 2 agosto ospiterà una ventina di ragazzi di tutta Italia coinvolti dal Movi e dall’associazione Libera in un percorso di impegno e formazione su immobili un tempo di proprietà di importanti esponenti della mala del Brenta.

La legalità nasce dai campi

A otto anni dall’entrata in vigore di un’apposita legge (la 109 del 17 marzo 1996), in Italia sono poco meno di 13 mila i beni immobili confiscati alle mafie; di questi 88 stanno nel Veneto. Nella sola provincia di Venezia i beni sottratti in seguito a procedimenti giudiziari sono 37, di cui un terzo nel solo territorio comunale di Campolongo Maggiore, tutti riconducibili all’attività criminale della cosiddetta “mala del Brenta”.
Un patrimonio per lo più affidato al comune della riviera, che l’amministrazione municipale ha cercato di riconvertire alla legalità e all’economia lecita; in uno dei più famosi luoghi restituiti dalla magistratura alla società civile, la celebre villa di Felice Maniero, ad esempio, trova spazio un “incubatore d’impresa” aperto a giovani che vogliano sperimentarsi nell’ambito aziendale. Da due anni, inoltre, proprio l’amministrazione comunale di Campolongo, in collaborazione col Movi (Movimento di volontariato), con le associazioni Libera e Principi attivi, con partenariato di Avviso pubblico e dell’osservatorio ambiente e legalità di Venezia, sta impegnandosi nella proposta di un percorso di formazione sui temi della legalità, rivolto ai giovani.
«Quella di quest’anno, dal 26 luglio al 2 agosto – spiega Lorenzo Capalbo, coordinatore dell’iniziativa – sarà la seconda edizione del campo, pensato come un percorso che coniughi due dimensioni: quella della formazione su tematiche legate alla legalità e alla giustizia sociale e quella del volontariato, dell’impegno e della cittadinanza attiva. Ai momenti di lavoro sui beni confiscati si affiancheranno, infatti, tempi dedicati alla formazione e allo scambio con la comunità locale».
 I giovani volontari, circa una ventina, saranno coinvolti in attività di riqualificazione di alcuni dei beni confiscati alla mala del Brenta, allo scopo di restituirli pienamente a tutta la cittadinanza: saranno realizzati lavori di manutenzione nella villa che fu del boss Felice Maniero e nell’adiacente Giardino della legalità; si provvederà alla manutenzione di un secondo bene, tolto a un affiliato della mala, e oggi utilizzato come comunità di accoglienza per persone con disabilità psichica e, infine, alla risistemazione di un terzo immobile a utilizzo sociale, con l’intento di dare un segnale di impegno concreto anche al di là dello stretto intervento su spazi confiscati, riqualificando ambiti ritenuti comunque importanti e significativi per tutta la collettività.
Parte rilevante del campo sarà dedicata poi alle attività formative e agli incontri con testimoni impegnati sul fronte della legalità e con realtà associative del territorio; sarà inoltre dato spazio ad azioni di animazione, con attività serali volte a rendere visibile ai cittadini di Campolongo Maggiore la presenza dei volontari; una giornata del campo verrà dedicata alla visita a buone pratiche di cittadinanza responsabile in regione. I campi di lavoro sui beni confiscati alla mafie sono ormai una realtà importante nell’ambito delle iniziative che coinvolgono il volontariato; sono migliaia infatti i giovani che scelgono ogni anno di fare un’esperienza di impegno e di formazione civile. Quest’anno verranno realizzati circa 50 campi dalla Sicilia al Veneto, dalla Puglia alla Lombardia, per un totale di circa 7 mila volontari coinvolti.
Info: movi.veneto@gmail.com

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