Seminario Maggiore: iniziato l'anno formativo. Cresce il dialogo con il mondo

Seminario Maggiore. È cominciato l’anno formativo e non sono poche le novità: quattro seminaristi arrivano da fuori Diocesi (Fiume e Chioggia), cresce la formazione condivisa in Triveneto, i percorsi di formazione e discernimento si vivono all’estero, al lavoro, in parrocchia...

Seminario Maggiore: iniziato l'anno formativo. Cresce il dialogo con il mondo

È proprio indovinato il titolo del Mese del seminario – “Con gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” – espressione tratta dalla lettera ai Filippesi che parla della piccolezza, scelta e assunta dal Figlio di Dio, che diventa la manifestazione più potente fragorosa dell’amore del Signore. Su questo sfondo diciamo “come sta” il Seminario oggi.

I numeri
Risiedono in seminario quest’anno tredici seminaristi: tre dei quali della Diocesi croata di Fiume, uno della Diocesi di Chioggia. Queste presenze extra diocesane ci fanno toccare con mano la dimensione universale della fede e la comunione nelle differenze. Altri sei seminaristi padovani stanno svolgendo esperienza pastorale e di discernimento fuori dalle mura del Seminario. Quindi il totale dei seminaristi padovani è di quindici. Se il numero in sé può apparire contenuto, Dio sa quanto bene può nascere dalla disponibilità di fede, speranza, amore di questi giovani! Da ricordare inoltre che abitano stabilmente in Seminario sedici preti, quattro dei quali educatori, e tre consacrate. Ed è in aumento l’ospitalità data per alcuni giorni alla settimana a docenti e studenti della Facoltà di teologia (primo ciclo e licenza): spesso queste presenze, con cui si intreccia un dialogo o si scambiano pareri, spingono ad allargare lo sguardo.

L’anno ministeriale
Con quest’anno sta trovando una sistemazione più armonica l’anno ministeriale, l’anno in cui si compiono l’ordinazione diaconale e presbiterale. Parte preziosa della formazione è data dal servizio in realtà diocesane: quest’anno è confermato il servizio presso la Caritas diocesana di Damiano Terzo (ordinando diacono sabato 28 ottobre alle 16 in Cattedrale); il diacono Luca Susana farà invece servizio presso l’ufficio di Pastorale dei giovani, continuando ad abitare in canonica a Mejaniga. Damiano Terzo dal venerdì alla domenica, come da consolidata tradizione, farà servizio nella parrocchia di Tencarola. A livello triveneto i moduli di formazione condivisa salgono a tre: omiletica, pastorale della salute, sacramento della penitenza. Il nostro seminario, quindi, ospiterà a ottobre dodici fra ordinandi diaconi e diaconi per un percorso di circa trenta ore sulla pastorale della salute. Questo approccio a moduli (martedì e mercoledì, con pernotto, per tre settimane di seguito, ospiti di seminari diversi) è stato bene apprezzato l’anno scorso: l’intenzione è di potenziarlo ulteriormente, perché oltre a offrire varietà di approfondimenti consente un vivace scambio fra realtà diocesane vicine. L’ordinazione presbiterale avrà luogo il 19 maggio, solennità di Pentecoste, alle 16 in Cattedrale.

L’anno pastorale che inizia
Come accennato, sono cinque i seminaristi che svolgono un anno di discernimento e formazione all’esterno della struttura-Seminario. Marco Baggio, che ha concluso il quinto anno a giugno, è in partenza per un periodo di circa dieci mesi presso la parrocchia parigina dell’Immacolata Concezione: lo scopo è di immergersi nella cultura e nella pastorale della città di Parigi, imparando bene il francese, allargando gli orizzonti... È una sorta di “Erasmus pastorale”, che permetterà a Marco anche di seguire qualche corso di licenza. Ma l’obiettivo principale non è quello dello studio accademico, quanto del mettersi in gioco dentro una pastorale che si confronta con una secolarizzazione più spinta. Alessandro Metello, compagno di studi di Marco, da qualche settimana vive stabilmente in canonica del Duomo di Abano Terme ed è impegnato con l’insegnamento di sedici ore di religione cattolica in tre istituti diversi. Vivrà dall’interno la fraternità presbiterale e il dover armonizzare le esigenze del lavoro con il servizio nella pastorale parrocchiale. Giacomo Schiesaro, in attesa di presentare la domanda di ammissione, svolge il servizio civile presso il Comune di Abano Terme. Il suo compagno di studi Matteo Melchiotti è già al secondo anno di presenza al Sermig a Torino; quest’anno è coinvolto nel servizio civile in quella realtà. Partecipare attivamente alla vita civica è una “palestra” interessante, che allena le relazioni, fa uscire dall’habitat già noto della parrocchia e ha una benefica ricaduta nel sentirsi cittadini più consapevoli. Matteo Bollotto, entrato in seminario l’anno scorso, vive in canonica a Laghi di Cittadella e lavora in una azienda di trasporto pubblico, esperienza che chiede non poca responsabilità e fatica. Questa rassegna di situazioni dice quanto stiamo cercando di personalizzare il cammino di ciascuno; di cogliere occasioni di crescita al di là dei confini del Seminario residenziale; di come sia un lontano ricordo il Seminario come struttura separata dal mondo.

Domenica 1° ottobre è la Giornata del Seminario
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Si conclude questa domenica, nelle parrocchie della Diocesi di Padova, il mese dedicato alla preghiera e al sostegno del Seminario vescovile, realtà e segno di cura per le vocazioni. Nel sito vocazionipadova.it sono disponibili i materiali per l’animazione delle messe; vengono segnalate, alcune proposte da attuare durante il mese... ma “utili” anche il resto dell’anno.

A Limena una Missione giovani “particolare”

«Come tutti in Diocesi – sottolinea mons. Gobbi – siamo stati profondamente turbati addolorati dalla morte improvvisa di don Gilberto Ferrara, parroco di Limena, a pochi giorni dall’inizio della prevista Missione giovani nella sua parrocchia. Di comune accordo con don Davide Ciucevich, cappellano e ora amministratore parrocchiale, d’intesa con molti operatori pastorali che sono stati interpellati, non abbiamo rinunciato a questa esperienza (dal 16 al 24 settembre) che per i seminaristi è innanzitutto formativa, oltre a voler essere dono e stimolo per le nostre comunità parrocchiali. L’accoglienza e il desiderio di coinvolgersi sono stati davvero incoraggianti: come ci hanno detto gli stessi parrocchiani, don Gilberto ci avrebbe spronati a misurarci con un tema faticoso ma essenziale come quello della morte e più in generale della costitutiva fragilità della persona umana. Se c’era stato qualche timore di una concentrazione eccessiva su questo tema, fino a creare un clima triste, ci siamo tutti ricreduti. È parso quasi che tutti, seminaristi, parrocchiani giovani e adulti, sentissimo il tempo come dono prezioso, come chiamata urgente a fare del bene, a dare del proprio meglio, quando il Signore chiama».

mons. Raffaele Gobbi
Rettore del Seminario Vescovile

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