Venerdì 18 giugno, festa di san Gregorio Barbarigo. Serviamo il ministero anche nello stare insieme

Torna in presenza un appuntamento molto sentito dal presbiterio padovano. Appuntamento venerdì 18 alle 10 in Cattedrale per pregare insieme al vescovo Claudio, ricordare alcuni anniversari di ordinazione e i presbiteri defunti

Venerdì 18 giugno, festa di san Gregorio Barbarigo. Serviamo il ministero anche nello stare insieme

È sempre stato un momento importante – per i presbiteri padovani – la Festa di san Gregorio Barbarigo. Un’occasione di incontro, di memoria e di gratitudine... anche per celebrare gli anniversari “tondi” di ordinazione, dare il benvenuto ai preti novelli e ricordare nella preghiera chi è salito al Padre (26 presbiteri dal 18 giugno 2020).

Se lo scorso anno questo momento è stato vissuto in diretta streaming, per il 2021 si ritornerà in presenza: appuntamento alle 10 in Cattedrale, per la preghiera, un messaggio del vescovo Claudio e la celebrazione eucaristica. «Abbiamo bisogno di incontrarci e di stare un po’ insieme – scrive il vicario generale, don Giuliano Zatti, nell’invito al clero diocesano – senza tante pretese se non quella di porre un gesto di fiducia reciproca e di festa comune. Le fatiche, le distrazioni e gli impegni non ci mancano, ma chiediamo al Signore non ci venga meno il desiderio di servire il nostro ministero anche attraverso la gioia dello stare assieme, in libertà».

«Tra compagni di ordinazione ci si trova sempre in meno – commenta don Pierangelo Valente, 88 anni, prete dal 1956... quindi con 65 anni di ministero “sulle spalle” – La ricorrenza di san Gregorio è un bel momento di unità e di rivisitazione della propria storia».

«Ho sempre apprezzato questo ritrovarci, oltre al Giovedì santo – gli fa eco don Paolo Scalco, che quest’anno celebra il mezzo secolo di ordinazione – Per noi preti padovani è il momento per rinnovare le promesse presbiterali e festeggiare gli anniversari. Qui ci si rende conto del tempo che passa: sembra ieri quando celebravamo i 25 anni di ordinazione guardando con ammirazione chi arrivava ai cinquanta. E ora tocca alla mia classe».

«San Gregorio Barbarigo, il fondatore del nostro seminario, è un modello di pastore per tutti noi preti – aggiunge don Dionisio Pegoraro, 25 anni di ministero – quello di quest’anno per me è il primo anniversario “tondo”».

«Giusto ringraziare per la fedeltà di questi anni – aggiunge don Massimo Toniolo, anche lui 25 anni di sacerdozio – ma come preti dobbiamo ricordarci che la vera festa è quella che Gesù ha celebrato a Gerusalemme, offrendo se stesso e donando la vita». Segno che la chiamata al martirio appartiene a tutti i preti, anche al curato di campagna più tranquillo: «Mi vengono i brividi quando penso che se uno è con Gesù, non può non essere rifiutato dal mondo: Gesù infatti scardina alla radice il mondo. E se sono fedele a lui, non ci può essere un esito diverso».

Il ritrovo in presenza dei sacerdoti padovani il prossimo 18 giugno è anche un ulteriore segnale di un lento ma costante ritorno alla normalità. Già, ma a quale normalità? «La vita di prima non era poi così “normale” – specifica don Pegoraro – era una vita tanto frenetica, organizzata, programmata. Eravamo troppo impegnati, anche come preti, a fare... da avere meno tempo di dedicarci alle persone. In questa pandemia ci sono anche degli interrogativi che ci richiamano».

Sebbene in agenda già ci siano più grest e campiscuola rispetto al grande vuoto del 2020, alcuni segnali alludono a profondi cambiamenti: «La pandemia ha aperto gli occhi a molti – continua don Valente – scompaiono i formalismi religiosi e siamo invitati a riaccendere gli spiriti». «Anche molti di quelli che etichettavamo come i “nostri” – aggiunge don Danillo Isati – non sono ancora tornati a messa la domenica. Eppure, c’è un aumento di frequenza alle messe feriali». «In molti ancora non se la sentono di tornare all’eucaristia – conferma don Scalco – però sono ripartiti i battesimi». Per don Toniolo, «bisogna ricominciare dalla spiritualità, dal rapporto con Dio. Così potremo iniziare a fare le cose diversamente».

E in questo cammino si innesta il percorso del Sinodo diocesano. «La consultazione servirà a capire il polso, l’attesa e i desideri che ci sono – continua don Toniolo – ma resta a noi pastori il compito che abbiamo ricevuto: la salvezza delle anime e la ricerca della santità». Don Dionisio Pegoraro sogna un Sinodo di ascolto: «Se programmeremo tutto, saremo poco dediti all’ascolto dello Spirito Santo. Lasciamo spazio alla sua zione, che ci lascia sorpresa e novità. E invitiamo le nostre comunità a coltivare la speranza». Per don Paolo Scalco il Sinodo potrà «svecchiare certe mentalità che purtroppo anche i giovani hanno», nella consapevolezza «che i battezzati sono corresponsabili. Senza di loro le comunità cristiane non vanno da nessuna parte. E i giovani, pochi anni fa, hanno chiesto comunità vive in cui crescere nella fede». Don Isati mette in guardia contro il rischio di un «Sinodo che passi sopra la testa della gente», e si augura invece in un’esperienza «con i piedi per terra, in mezzo alle comunità. Lo Spirito Santo ci faccia volare sì, ma all’altezza del cuore della gente».

Don Ferdinando Bodon, 89 anni, prete dal 1956, si augura infine che la Chiesa di Padova «metta sempre più al centro Cristo. Se non torniamo al nostro punto centrale, non sapremo dove andare».

Anniversari

Alla Festa di san Gregorio Barbarigo ci sarà, per la prima volta, don Marco Bertin, prete novello. Si unirà in preghiera ai confratelli che celebrano i 65 anni di sacerdozio: Antonio Bellotto, Ferdinando Bodon, Giuseppe Brun, Giuseppe Rigoni, Danilo Serena e Pierangelo Valente. I presbiteri con 60 anni di ministero sono Gianni Binotto, Giorgio Facchin, Giuseppe Maniero, Siro Micheletto. Un bel gruppo quelli con 25 anni: Claudio e Giovanni Bortignon, Mariano Dal Ponte, Damiano Fortin, Francesco Lucchini, Paolo Marzellan, Dionisio Pegoraro, Marco Sanavio, Andrea Segato e Massimo Toniolo.

Mezzo secolo di ministero presbiterale

Cinquant’anni di sacerdozio per Alessandro Azzalin, Luciano Barin, Bruno Bottignolo, Remigio Brusadin, Armando Cellere, Franco Costa, Luigi Fabris, Vittorino Fiorin, Bruno Frizzarin, Pietro Frizzarin, Luigi Gatto, Vittorio Grigoletto, Danillo Isati, Giovanni Piovan, Rino Pittarello, Grisanto Quaglio, Graziano Rizzo, Galdino Rostellato, Paolo Scalco, Ezio Sinigaglia, Ruggero Toldo, Loris Zamarco.

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