Murelle, la lotta dei genitori per spostare l’antenna

Il traliccio, alto 35 metri e in via di installazione, è vicinissimo alle case. «I 15 bambini che ci abitano vanno tutelati». Le mamme della frazione di Villanova di Camposampiero scenderanno in piazza anche sabato 17 ottobre per chiedere lo stop ai lavori. «Serve un piano antenne che ci tuteli dall’installazione selvaggia». Il sindaco è d’accordo ma dice di avere le mani legate: «Un’ordinanza di blocco sarebbe illegittima». 

Murelle, la lotta dei genitori per spostare l’antenna

Su un piatto della bilancia c’è la necessità di un’adeguata copertura telefonica e di rete internet. Sull’altro il timore che le onde elettromagnetiche, così vicine alle case, possano compromettere la salute delle famiglie che ci abitano, soprattutto dei loro quindici bambini. In mezzo un’antenna alta 35 metri, che la compagnia telefonica Wind sta installando a Murelle, frazione di Villanova di Camposampiero.

Un’antenna a cui le mamme si stanno opponendo con tutte le loro forze, a suon di proteste, striscioni e lettere. L’ultima protocollata ieri, 13 ottobre, raccoglie una ventina di firme: i genitori chiedono all’amministrazione di Cristian Bottaro di impedire che il traliccio venga issato sul terreno messo a disposizione da un privato in via Piovega Nord. A colpire sono soprattutto le parole conclusive rivolte al sindaco in cui è racchiuso il senso della loro battaglia: «Vorremmo essere coinvolti. Vorremmo solo sentire che lei è con noi e che tutela le nostre famiglie. Vorremmo sapere che insieme tuteliamo il nostro paese e il futuro dei nostri figli. Vorremo sognare di poter vivere anche tra decenni, in un luogo sano ed ecologico. E invece…lo stiamo rovinando».

La mobilitazione è cominciata il 30 settembre, quando i residenti hanno scoperto, a cantieri già avviati, che un’antenna di 35 metri avrebbe fatto la propria comparsa in pieno centro abitato. «A 500 metri dal campanile, all’interno del graticolato romano che è sottoposto a vincoli paesaggistici ma soprattutto in una zona circondata da famiglie con bambini – afferma Laura Costa, portavoce del gruppo di genitori, molti dei quali impegnati in parrocchia –. Siamo molto preoccupati per la salute. Di solito le antenne non vengono installate vicino a siti sensibili. I quindici bambini che ci abitano sotto non sono forse un sito sensibile?». A quel punto i residenti hanno cercato di andare a fondo nella vicenda, invocando un’ordinanza di stop ai lavori. L’obiettivo non è quello di rinunciare all’antenna visto che nella frazione la ricezione è pessima, ma di trasferirla altrove, più lontana dalle case, così da ridurre l’esposizione alle onde elettromagnetiche. Che non saranno di quinta generazione: niente tecnologia 5G, almeno per ora.

Nel 2019 la Wind aveva contattato sia alcuni privati, sia il Comune di Villanova per l’installazione dell’antenna, ma nessuno aveva concesso il terreno. Il no dell’amministrazione sulle aree pubbliche era arrivato perché i ripetitori sarebbero stati troppo vicini a siti sensibili come le scuole e il patronato. Come controproposta il Comune aveva messo sul tavolo la zona artigianale di via Marconi e alcune aree pubbliche di un’altra frazione. Troppo distanti: non avrebbero assicurato la copertura. «Senza essere stati avvisati ci siamo ritrovati con la pratica edilizia di via Piovega Nord» – lamentano i residenti che contestano al sindaco la mancata informazione alla cittadinanza, sollecitando un piano antenne che impedisca l’installazione selvaggia di ripetitori, come è già avvenuto in altri Comuni della provincia. Bottaro si difende spiegando che la richiesta di installazione è stata protocollata il 21 febbraio come trattativa tra privati: «Rendicontare pubblicamente quello che fanno i privati avrebbe esposto l’amministrazione a rischi di natura penale – afferma –. Dell’interesse manifestato da Wind per la copertura del centro avevo dato notizia sia durante incontri pubblici, sia durante i consigli comunali. In quelle occasioni le uniche rimostranze sollevate riguardavano il 5G».

Nelle ultime due settimane, gli oppositori di Murelle si sono mossi su due fronti: facendo richiesta, a pagamento, di accesso agli atti («Non sono ancora arrivati nonostante siano passati dieci giorni») e scendendo in piazza. Il 6 ottobre hanno organizzato un sit-in di protesta sotto al Municipio, due giorni dopo si sono piazzati davanti all’ufficio del proprietario del terreno. «La salute vale più dei soldi», «Non antenniamo Villanova», «Per chi ha taciuto grazie dell’aiuto» si leggeva su alcuni striscioni. Molti altri cartelli tappezzano il centro di Murelle, appesi alle recinzioni.

Il polverone sollevato dai residenti ha avuto come effetto la convocazione di alcuni incontri con l’amministrazione e tra l’amministrazione e Wind, che sarebbe disposta a valutare un sito alternativo. «I lavori si fermeranno in questi giorni» – assicura il primo cittadino mentre i residenti stanno organizzando la protesta di sabato 17 ottobre: dalle 10 a mezzogiorno saranno in piazza Mercato, a Villanova per far sentire la loro voce. «A volte è avvilente rispondere per scelte fatte da altri – prosegue il sindaco –. Le ultime norme entrate in vigore tolgono alle amministrazioni locali la possibilità di opporsi all’installazione delle antenne. Posso solo suggerire un sito, ma non posso bloccare l’iter. Un’ordinanza in questo senso sarebbe illegittima». Da cittadino, Bottaro condivide le ragioni dei residenti: «Sono assolutamente d’accordo con i genitori». Ma da amministratore ribadisce di avere le mani legate: «Se lo Stato ha tolto alle amministrazioni locali la facoltà di bloccare le antenne, che colpa ne ho io?».
A Murelle connessione e tutela della salute non hanno ancora trovato un punto di equilibrio.

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