Vaccini a migranti e senza dimora: "Frammentazione nella registrazione, enorme ostacolo"

La denuncia di Intersos. Mancanza di titoli validi e codice fiscale e impedimenti amministrativi  e linguistici, ostacolano la prenotazione. E le regioni in cerca di soluzioni, applicano diversi approcci. "Ingiusta disparità di trattamento"

Vaccini a migranti e senza dimora: "Frammentazione nella registrazione, enorme ostacolo"

“Per garantire la salute di tutti, è necessario che tutti possano avere accesso al vaccino contro il Covid-19: ad oggi però in Italia ci sono fasce di popolazione che non possono vaccinarsi. Parliamo di centinaia di migliaia di persone, tra chi non possiede un titolo di soggiorno valido, stranieri in attesa di regolarizzazione e non ancora riconosciuti, immigrati accolti in strutture d’accoglienza governative che per ragioni amministrative non accedono al Servizio Sanitario, minori stranieri non accompagnati, vittime di tratta e molti rom, sinti e caminanti che vivono in insediamenti di fortuna o palazzi occupati, oltre a un numero significativo di senza fissa dimora, italiani e stranieri. A queste si aggiungono poi persone in condizioni di marginalità sociale che, anche se in possesso di documenti, incontrano ostacoli di natura linguistica, culturale e amministrativa che non consentono loro di prenotare ed effettuare la vaccinazione”. E’ la denuncia di Intersos che sottolinea il differente approccio delle regioni, fatto che “crea un’ingiusta disparità di trattamento anche all’interno dello stesso territorio nazionale”.

“La piattaforma attiva per la prenotazione del vaccino - spiega la ong -  non è stata pensata per includere anche quelle persone che, per diversi motivi amministrativi, non sono in possesso di un codice fiscale alfanumerico, lasciando alle singole Regioni l’onere di ricercare situazioni alternative per includere nella campagna vaccinale quelle persone che, pur avendo pieno diritto a ricevere il vaccino sono rimaste escluse per problemi documentali. A tutt’oggi la frammentazione sulle procedure di registrazione per alcune categorie di persone resta un enorme ostacolo”.

Intersos evidenzia come le regioni stiano adottando strategie differenti.  “A Roma alcune Asl (Roma 1 e 2) in collaborazione con le associazioni attive sul territorio hanno stilato elenchi di persone vulnerabili e senza tessera sanitaria da vaccinare. Sono state organizzate inoltre iniziative come l’Open night della Asl Roma1, e l’apertura dell’hub di Sant’Egidio destinato alla vaccinazione delle persone senza dimora. Anche in Puglia, a Foggia in particolare, la Asl sta vaccinando i lavoratori migranti stagionali inseriti nelle liste che Intersos ha contribuito a compilare: fino al 29 luglio, 229 le prenotazioni e 178 le persone vaccinate, anche solo con prima dose”.

“Le problematiche di accesso alla vaccinazione anti-Covid19 sono il riflesso delle problematiche che riguardano l’accesso al Servizio Sanitario tutto che risulta irraggiungibile dalle alcune delle fasce di popolazione più fragili”, sottolinea Alessandro Verona, responsabile medico di Intersos. Servono interventi urgenti per garantire un reale accesso alla salute a tutte le persone presenti sul territorio italiano“Questa pandemia ci insegna – aggiunge Verona- che tutti andiamo alla velocità degli ultimi”.
Sono tante le difficoltà che gli stranieri incontrano per potersi vaccinare, segnala Intersos: "Anche chi ha i documenti, spesso, non comprendendo bene la lingua, non riesce autonomamente a prenotare il vaccino attraverso le piattaforme regionali che non hanno traduzioni multilingua".

Siamo in una fase definita 'Quarta Ondata' in cui si cerca di combattere la pandemia con una diffusione massima della vaccinazione. Non esiste un motivo razionale per non includere tutte le persone presenti sul territorio nazionale nella campagna di vaccinazione - spiega Cesare Fermi, responsabile per l'Europa di Intersos - ne va della salute di tutti noi. Il virus non distingue tra le persone. La campagna di vaccinazione deve essere per tutti, comprese persone migranti e senza dimora. Nessuno può vincere questa sfida escludendo gli altri. E questo vale per la lotta al Virus come per ogni battaglia di umanità”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)