Vaccini agli stranieri, “una tessera Tpc per superare le barriere burocratiche”

In Italia viene rilasciato il tesserino Stp che garantisce le prestazioni sanitarie, ma resta il nodo delle piattaforme regionali che non prevedono l’accesso in assenza di codice fiscale e numero di tessera sanitaria. Amsi, Unem e Uniti per Unire: “Non ci sarà mai immunità di gregge senza la vaccinazione dei migranti e rifugiati”

Vaccini agli stranieri, “una tessera Tpc per superare le barriere burocratiche”

In Italia sono attualmente presenti oltre 700 mila immigrati da Paesi extra Ue ai quali è rilasciato il tesserino STP (Stranieri temporaneamente presenti), che garantisce l'accesso alle prestazioni sanitarie urgenti o essenziali tra cui le vaccinazioni. L'STP viene infatti rilasciato agli immigrati irregolari con più di tre mesi di presenza in Italia ma anche a chi ha fatto richiesta di asilo ma non ha ancora i documenti. A questi immigrati si aggiungono anche i cittadini Ue che hanno un tesserino Eni (Europeo non iscritto) in ragione del proprio stato di indigenza. In questo caso si tratta di persone regolarmente presenti in virtù del principio della libera circolazione delle persone in Europa, e sono varie migliaia.
Ad oggi c'è una questione burocratica importante – afferma l'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) - , quella delle piattaforme regionali per le prenotazioni del vaccino Covid-19 che non prevedono l'accesso in assenza del codice fiscale e del numero di tessera sanitaria. Dunque, pur avendo diritto alla vaccinazione, in pratica queste persone non possono accedervi. In alcune Regioni poi, come ad esempio in Friuli Venezia Giulia, si prevede l'inserimento dello Spid, il codice di identità digitale e, in altre, del numero di telefono cellulare certificato. Con tali livelli di accesso queste fasce di cittadini stranieri non in possesso di tessera sanitaria o altri codici richiesti non possono dunque prenotare la vaccinazione, pur avendone diritto, e nemmeno altre persone possono farlo a loro nome. Al momento, solo la piattaforma informatica dell’Emilia-Romagna prevede l'inserimento dei codici Stp, Eni e permessi di soggiorno temporanei”.

"Ci rivolgiamo al Governo Italiano, al Ministero della Salute e alla Fnomceo affinché si possa affrontare subito il problema tecnico e risolvere la questione burocratica per poter coinvolgere tutti nella campagna di vaccinazione e non lasciare nessuno indietro come tante volte sentiamo dire negli slogan politici – sottolinea Foad Aodi, presidente Amsi e Uniti per Unire e membro della commissione Salute Globale Fnomceo -. Qui non si tratta di ‘prima gli italiani’ o vogliamo pensare prima ai migranti e poi ai cittadini italiani, qui si tratta invece di tutelare la salute e rispettare l'eguaglianza tra tutti i cittadini che vivono in Italia. Proprio come si sta verificando in Italia e nel mondo che il vaccino è uno strumento importante per tutelare la salute e combattere la diffusione del coronavirus, l'Associazione medici di origine straniera in Italia ,Unione medica euromediterranea (Umem) e il Movimento Internazionale transculturale interprofessionale ‘Uniti per Unire’ hanno già proposto di istituire la ‘Tessera Prevenzione Covid (TPC)’ con la data di nascita e il paese di origine per i migranti, rifugiati senza permesso di soggiorno e per cittadini Ue con il tesserino (Eni) per poter partecipare senza barriere burocratiche, alla campagna di vaccinazione, alle cure e alla prevenzione da parte di tutti i cittadini sia regolare che irregolari".
Il presidente di Amsi e Uniti per Unire, per l’occasione, da una parte ringrazia la Commissione europea per la donazione di 100 milioni di dosi per i paesi poveri e dall'altra parte manifesta “la nostra delusione per la mancata discussione e di non aver affrontare finalmente la questione immigrazione in modo collettivo e costruttivo da parte della Commissione europea, perché ormai non si può rimandare sempre e delegare solo pochi paesi o l'Italia da sola”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)